Un passo indietro
1 min di lettura
Dopo aver interrogato il capo e i colleghi dell'uomo, avevo scoperto che Tavassi era deceduto un anno fa, più precisamente il 22 Aprile 2017, e che, secondo la scientifica, la causa era stata avvelenamento da atropina, una sostanza tossica contenuta nelle bachhe di belladonna.
Questa sostanza, data la sua tossicità, viene rilasciata solo sotto forma di specialità medicinale prescritta da un medico e ho trovato davvero curioso che la moglie, Oriana Zago, lavorasse proprio in ambito medico.
Dentro i vasi di basilico sul balcone di casa loro c'erano dei semi di belladonna, mentre dentro la spazzatura c'erano dei pezzetti di una confezione di cartone, che messi insieme componevano la confezione di un medicinale a base di atropina, e delle forbici con cui era stata tagliata la confezione, che riportavano le impronte della donna. Del flacone di medicinale, invece, non c'era traccia.
La Zago aveva avvelenato il marito, avendo le conoscenze giuste per procurarsi il veleno, e ricorrendo sia alle bacche che al medicinale era stata sicura che la dose di atropina fosse abbastanza letale.
Per quanto riguarda il movente, una registrazione contenuta in una cimice riporta una discussione del 9 Aprile scorso, dove Tavassi minacciava la moglie di non avere più contatti con il suo amante; così, come Tavella, la donna avrebbe deciso di ucciderlo per evitare il peggio.