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Radici

La detective inesistente

1 min di lettura

Per quanto riguarda la Spiazzi, i documenti che parlavano di lei erano davvero pochi.

Così, tutto ciò che ero riuscita a scoprire era che il suo vero nome era Moira Diotti e che in molti casi aveva lavorato insieme a Bruneri, finchè entrambi non vennero accusati di frode nel 2013 e l'uomo scappò in Africa.


Nonostante questo la Spiazzi, o meglio la Diotti, non l'aveva seguito, ma, anzi, aveva continuato il suo lavoro di investigatore privato, presentandosi ogni volta con un documento diverso.


Sul suo cadavere non erano ancora stati ritrovati oggetti personali, il che era un problema, visto che mi servivano altri indizi, come, per esempio, il suo cellulare. Dunque ho ipotizzato che avesse potuto nasconderlo in uno degli hotel dove aveva alloggiato, non potendo stare troppo tempo nello stesso posto.


Così ho diffuso l'identikit fatto dagli addetti vendita delle cimici e la foto dell'autopsia, dove si vedeva bene il volto, in tutti gli hotel della città, sperando che, almeno in uno, vi avesse alloggiato almeno una volta e che venisse riconosciuta.

Grazie alla foto dell'autopsia, ho scoperto che aveva alloggiato presso "Hotel Vienna" dal 18 al 20 Febbraio 2017.


L'identikit e la foto, però, ritraggono due persone diverse, perchè la Diotti nel corso degli anni aveva affrontato numerosi interventi di chirurgia estetica, ma alcuni tratti erano rimasti invariati, come la forma delle orecchie e gli occhi. Nella camera dove aveva alloggiato non c'era nascosto nessun cellulare e il telefono fisso in dotazione era pulito:in quel lasso di tempo non erano state effettuate chiamate nè erano state alterate le linee telefoniche.

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