L'indagine si espande
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Contemporaneamente, ho fatto analizzare le cimici ed è risultato che sono state prodotte da un'azienda polacca con sede a Zagabria.
Così sono andata lì, insieme a un traduttore, per parlare con l'azienda.
I registri degli acquirenti del 2014 riportavano che due italiani avevano acquistato quelle cimici nello stesso periodo, rispettivamente il 3 e il 31 Maggio:il primo è Milva Stucchi, una docente universitaria residente in Croazia dal 2001, il secondo è una ditta per la disinfestazione dei topi.
Il primo acquirente era venuto in vacanza in Italia dal 21 Giugno al 5 Luglio dello stesso anno ed era stato ospite presso un cugino di terzo grado. Quel cugino era proprio Moreschini e nè lui nè la Stucchi si erano mai incontrati prima di quella volta. Per quanto riguarda il secondo acquirente, le telecamere di sorveglianza del condominio dei Tavassi hanno registrato l'arrivo di un furgone per la disinfestazione il 26 Giugno 2014, nelle due settimane in cui la Stucchi si trovava in Italia, con alla guida un uomo e una donna.
I condomini rifesriscono che i due avevano detto di aver trovato un nido di topi nel garage del condominio e che volevano controllare gli appartamenti per assicurarsi che i topi non avessero infestato anche quelli. Giorni dopo, i residenti si accorsero che non c'era mai stato nessun nido e non riuscirono a trovare più traccia nè dei due disinfestatori nè del furgone.
Tuttavia, le cimici non si trovavano in ttto il condominio, ma solo nell'appartamento dei Tavassi.
I truffatori avevano usato la medesima scusa con altre tre persone quel giorno:Tavella, Ginevra Di Maggio e Dante Perrotta. Anche in quei casi, il nido era inesistente, mentre nelle loro abitazioni e sui loro cappotti sono state ritrovate altre cimici.
Tutte riportano registrazioni dal 2014 al 2017.
I responsabili delle vendite erano riusciti a ricostruire l'identikit dei falsi disinfestatori. L'uomo era un tale Saverio Bruneri, ex investigatore privato ricercato per frode, morto di malaria in Kenya nel 2016, mentre la donna era molto simile, curiosamente, a Domitilla Spiazzi.
Poi ho interrogato Milva Stucchi.
Nella sua confessione aveva detto che, effettivamente, dal 21 Giugno al 5 Luglio 2014 doveva andare in Italia a trovare suo cugino per la prima volta, ma, a causa di un porblema all'università, aveva dovuto annullare il viaggio e aveva anche avvisato il cugino, che le aveva risposto dispiaciuto con un messaggio. L'università dove lavora confermò la sua versione.
Invece, dal telefono di Moreschini non risulta nessun messaggio della cugina nè una sua risposta, mentre quello ricevuto dalla signora Stucchi veniva da un numero inesistente.
In più, la donna disse che non aveva un rapporto stretto col cugino e, quindi, non sapeva nè che nei giorni in cui sarebbe dovuta partire una donna si era spacciata per lei, nè della morte di Moreschini, nè degli avvenimenti precedenti.