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Radici

Il primo indiziato

1 min di lettura

Roberto Tavella era un meccanico che aveva un'autofficina in periferia e che, come riportano i documenti e le testimonianze dei suoi collaboratori, aveva lavorato su un'Alfa Romeo la cui targa corrispondeva a quella della Ferrari.

Ad ogni modo, risulta che i due non si erano mai conosciuti.


Secondo la testimonianza di uno dei meccanici, infatti, quando la Ferrari aveva portato la macchina in officina il 16 Aprile, Tavella era uscito per parlare con qualcuno.


L'uomo era stato identificato da un altro meccanico e la sua descrizione corrispondeva a quella di Raffaele Tavassi, uomo che lavorava in una centrale elettrica e che, da giovane, aveva partecipato a una rissa di strada. Un episodio isolato, niente di che.


Questo meccanico aveva detto che, subito dopo la discussione, Tavella era ritornato in officina con una faccia stravolta, anche se cercava di non darlo a vedere. Successivamente, il meccanico che aveva parlato con la Ferrari gli riferì del nuovo veicolo e l'uomo aveva deciso di occuparsene personalmente.


Così Tavella ripara l'auto, manomettendo, però, freni e acceleratore, e il 22 la fa consegnare alla Ferrari dal meccanico che aveva parlato con lei quella volta.

In più, era stato sempre lui a falsificare la ricevuta: stamparle era una delle sue mansioni e la cronologia del computer dimostra che era stato lui l'ultimo ad averlo usato quel giorno.

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