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Radici

Segreteria telefonica

2 min di lettura

Sentivo che per risolvere del tutto il caso dovevo indagare in parallelo su tutte quelle persone e trovare il filo conduttore che avrebbe dovuto esserci per forza.


Oltre al suo, avevo esaminato anche i cellulari di tutte le persone coinvolte nel caso e sembrava che stessi trovando quel filo. In ognuno erano presenti delle chiamate fatte da numeri diversi ma con lo stesso prefisso, risalenti al 2015 e al 2016.


Così mi sono diretta a Limassol, da dove provenivano le telefonate e, facendole tracciare, avevo scoperto che provenivano da cellulari usa e getta.

Ad eccezione di quella ricevuta da Tavassi, si trattava di minacce nelle quali i mittenti dichiaravano di conoscere i segreti di quelle persone e di rivelarli da un momento all'altro agli interessati.


Le voci erano state modificate, così le feci filtrare, risalendo alle originali, e scoprii una cosa incredibile:come provato dalle impronte digitali, appartenevano a tre tossicodipendenti morti di overdose l'1 Dicembre 2010.


I cellulari erano stati acquistati via internet nel 2014 e risultava che l'ordine era stato fatto sempre da loro. Le poche informazioni disponibili dimostrano che i tre avevano contatti unicamente col mondo della droga, in più questo era un lavoro troppo minuzioso per essere stato fatto da uno come loro.



La spiegazione era solo una:il vero mittente aveva messo le loro impronte sui cellulari e aveva ricreato le loro voci. Informandomi sulle loro morti, avevo scoperto che i corpi erano stati ritrovati in un magazzino abbandonato e gli unici oggetti presenti erano una siringa vuota e due aghi.


Il vero mittente continuava a sfuggirmi, così provai a risalire alla sua identità analizzando i luoghi in cui erano stati trovati i cellulari. Ogni cellulare era stato nascosto in un punto diverso della stessa zona e cercavo di capire cosa spingesse il mittente ad agire da lì.


Purtroppo i luoghi in questione, e l'intera zona in generale, non avevano nulla di particolare.

Quindi avevo deciso di ispezionare i vari appartamenti, come avevo fatto nel caso della Diotti. In uno di questi, ormai inabitato da un anno, avevo portato un computer portatile senza la cronologia e, in seguito, avevo scoperto che l'appartamento era stato abitato dalla scrittrice Vittoria Fornili dal 2010 al 2017, anno in cui era tornata in Italia".


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