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Presentazione di Rosa Silvia

CAPITOLO XI – Quello che non scrissi mai

1 min di lettura

Non so se era amore, o solo memoria.

Ma ogni volta che lo pensavo, tornava il rumore del fiume. Non la sua voce, non il suo volto. Solo l’acqua. Come se fosse lì che si era nascosto. A volte mi domando se lui abbia mai saputo davvero chi ero.

Non la ragazza che aspettava, ma quella che scriveva. Quella che camminava sola, parlando con le ombre.

Se fosse tornato prima… se avesse avuto il coraggio di salire quelle scale. Se avesse detto il mio nome. Se avesse portato una spiegazione, anche povera, anche sbagliata.

Forse avrei potuto perdonare. Forse avrei potuto dimenticare. Forse.

Ho scritto una lettera che non ho mai spedito. L’ho piegata in quattro, l’ho messa sotto il cuscino. Ogni tanto la rileggo, ma non la riconosco più. Come se fosse stata scritta da un’altra.

Una che credeva ancora.

Il tempo non consola. Il tempo copre. Come neve su una strada che nessuno percorre più. Ma sotto la neve, la strada c’è ancora.

E io la ricordo. Ho sognato di lui una notte.

Eravamo bambini. Ridevamo. Poi lui correva via, e io restavo ferma. Non riuscivo a muovermi. Non riuscivo a chiamarlo.

Mi svegliai con il cuore in gola.

Mi chiedo se il fiume, quel giorno, abbia portato via anche il mio nome. Mi chiedo se lui lo ricorda. Mi chiedo se io lo ricordo davvero.


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