CAPITOLO X – Gli anni della memoria
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12 marzo 1950
La casa è piena di voci giovani.
I miei nipoti corrono per le stanze, gridano i miei nomi, mi tirano per la veste. Li amo come fossero miei figli, eppure so che non lo sono. Ogni loro sorriso mi scalda, ma lascia anche una traccia: la vita che non ho avuto, i figli che non ho cullato.
Le mie sorelle mi dicono che sono fortunata, che i bambini mi adorano.
Io annuisco, e in parte è vero.
Ma quando la sera scende e la casa si svuota, resto sola con il ricordo che mi accompagna da sempre.
8 maggio 1960
Ho sessantotto anni.
Non so quando sia successo, ma il tempo è scivolato via come sabbia tra le dita.
I nipoti sono cresciuti, alcuni già lavorano, altri parlano di fidanzamenti. Io li guardo e mi sembra di rivedere me stessa, giovane e piena di speranze.
La differenza è che loro hanno un futuro davanti, io invece porto sulle spalle un passato che non passa.
Il tempo corre, ma dentro di me resta fermo a un giorno lontano.