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Presentazione di Rosa Silvia

CAPITOLO XII – Non seppi mai

1 min di lettura

10 gennaio 1980

Ho ottantasette anni.

La mia vita è stata lunga, eppure mi sembra di aver vissuto sempre nello stesso giorno. Quel giorno d’estate, quel fiume, quell’attesa. Non ho mai saputo davvero perché non venne. Mi disse che c’era un motivo, qualcosa più grande di noi.

Ma non lo spiegò mai. E io non chiesi. Forse non volevo sapere. Forse sapere avrebbe rovinato il ricordo. Così ho vissuto con una domanda che non ha risposta.

E ora, alla fine, capisco che non sapere è stato il mio modo di restare fedele.

 

15 gennaio 1980

E forse per questo non smisi mai di pensarlo.

Stanotte l’ho sognato ancora. Non eravamo più vecchi, non eravamo segnati dall’età. Eravamo bambini, e correvamo sulle scale di pietra, ridendo come allora.

Lui era sempre un gradino avanti e io lo inseguivo con il cuore leggero.

Poi il sogno cambiò: ci trovammo accanto al fiume. L’acqua scorreva lenta e le nostre ombre cadevano una accanto all’altra, inseparabili. Non c’erano parole, solo il rumore dell’acqua e il respiro del vento.

Mi sono svegliata con la certezza che la mia vita, pur segnata dalla quiete e dall’attesa, è stata tutta racchiusa in quei due luoghi: le scale e il fiume. Lì è cominciata, lì è rimasta.

Forse è questo il senso: non ciò che si compie, ma ciò che resta.

E ciò che resta di me è quell’impronta accanto alla sua, che non il tempo, né la distanza, né il rifiuto hanno mai potuto cancellare.


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