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VII

2 min di lettura

Dove si narra come le deposizioni di tabaccai rapinati da gente con la faccia piena di verdura possano essere a volte un tantino lacunose.


Era il quindici febbraio del duemila quindici quando il cinquantaseienne brigadiere Salvo Papaleo raccoglieva la deposizione di Marco Stazi, il quaranticinquenne gestore della tabaccheria “Arenula”.

Marco Stazi era conosciuto per essere uno dei più importanti ricettatori di Roma. Accettava qualsiasi tipo di merce, senza fare tante storie, tanto comprava sempre a due soldi e rivendeva a cento soldi. Chi è stato nel magazzino sotterraneo della tabaccheria, diceva che ci si poteva trovare di tutto, dai reperti archeologici ai tablet di ultima generazione, dai gioielli alle armi da guerra. Per questo Marco Stazi era impaziente che i carabinieri se ne andassero, prima che gli chiedessero, chissà perché, ma dai carabinieri ci si può aspettare di tutto, di fare un giro nel magazzino. Non li aveva chiamati lui, ma quella rompi coglioni della proprietaria del bar accanto. Mai che la gente si facesse i cazzi propri. Ma proprio non gli andava di campare cent’anni?

«Ripetiamo, per favore» chiese il brigadiere Salvo Papaleo.

«Ancora?»

«Voglio essere sicuro.»

«Aveva una maschera, cioè credo fosse una maschera. Aveva la faccia piena di frutta.»

«Ed è proprio questa cosa della frutta che non ho capito proprio benissimo.»

«Al posto del naso aveva una pera, agli occhi ciliegie.»

«Quanto le ha rubato?»

«Cinquemila euro, cazzo. Sono tre volte che me lo chiede.»

«Si calmi per favore» disse duro il brigadiere Salvo Papale, che quel giorno era in vena di tirare le somme sulla propria carriera. Era incazzato perché non era spiccata dopo il caso brillantemente risolto del rapimento della piccola Æmilia Potizi.

«È entrato armato. Non era uno dei soliti coatti.»

«E come fa ad esserne sicuro.»

«Uno che ti dice “chiedo scusa, ma i soldi mi servono per una causa giusta, al fine di riscattare un’ingiustizia”.»

«E quindi?»

«Al fine, capisce?»

«Sì, lo capisco al fine.»

«Un coatto neanche sa cosa significhi “al fine”.»

«Finisca di spiegare.»

«E niente, ha preso i soldi, li ha messi in una borsa di Hello KittY ed è uscito dalla tabaccheria, dove ad aspettarlo c’era una SMART rosa, guidata da una donna. Sono schizzati via.»

«Saprebbe descrivermela?».

«Era una SMART rosa come ce ne sono tante.»

«Non la SMART, la donna al volante.»

«Era di spalle. Era mora e sarà stata sulla quarantina.»

«Nient’altro?»

«Nient’altro.»

Il cinquantaseienne brigadiere Salvo Papaleo si esibì nella frase migliore del proprio repertorio: «Vada a casa. Appena sappiamo qualcosa vi avvisiamo.»

Al che Marco Stazi tirò un gran sospiro di sollievo, come una scorreggia silenziosa.

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