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Il ritorno non è nel paesaggio

L’incontro con me stesso

1 min di lettura

Capitolo 6 – L’incontro con me stesso

Quella sera rimasi a lungo davanti alla finestra della stanza che avevo preso in paese. Fuori i lampioni si accendevano uno dopo l’altro, e nel vetro il mio volto si sovrapponeva ai tetti, alla fontana muta, al campanile.

Per anni mi ero chiesto chi fossi stato. Ora, guardando quel riflesso, con qualche ruga in più e lo sguardo più fermo, mi chiedevo chi ero adesso. Non più il ragazzo che cercava la felicità tra le pieghe dell’infanzia, ma un uomo che aveva imparato a riconoscerla nei gesti semplici: un panino ancora tiepido, un ragazzo con lo zaino, una domanda sul ponte.

Pensai alle iniziali scritte col gesso e cancellate dalla pioggia. Ogni ferita aveva lasciato una traccia, ma anche una forza che prima ignoravo. Ogni abbraccio mancato era diventato desiderio di presenza; ogni addio, un invito a dire «ti voglio bene» più spesso.

Nel vetro il mio riflesso non diceva nulla. Era un silenzio che non chiedeva risposte, ma solo verità. E io l’accolsi: non perfetta, non scolpita nella pietra. Solo mia.

Più in basso, in piazza, qualcuno stava appendendo le prime ghirlande. Presto sarebbe stata la festa del pane.

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