Il ritorno non è nel paesaggio
Il profumo del pane
di Alberto
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Capitolo 2 – Il profumo del pane
Avevo cercato il passato come chi sfoglia vecchie fotografie:
per rivivere, per capire, forse per ritrovare.
Ma i passi sul selciato mi hanno condotto altrove.
Verso un oggi che non pretende paragoni, ma chiede soltanto di essere vissuto.
Nel volto di un bambino che corre tra le fontane,
nella luce che accarezza le persiane al tramonto,
ho sentito il presente chiamarmi con voce gentile.
La nostalgia aveva dipinto i ricordi come reliquie,
ma ora li vedo come radici.
E mi accorgo che anche ciò che è cambiato
può essere amato, se lo si guarda con occhi nuovi.
Fu allora che arrivò l’odore del pane caldo, che risaliva da una bottega in fondo alla via.
Mi fermai sulla soglia, senza un motivo.
Dietro il banco una donna anziana alzò lo sguardo e restò immobile, le mani bianche di farina.
«Sei tu?» disse piano.
Io non ricordavo il suo nome.
Lei, a quanto pareva, ricordava il mio.