Lo show
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E lì dimora la volontà
che non muore, l’uomo
che fuoco doma, morte
che vita ed amore ama,
la scoperta del Signore
Dio tuo interiore.
Vivi nel mondo che orecchie
ha perduto; canta pure il nuovo,
il presagio, il disuso: silenzioso
pubblico, confuso nel buio, non
avrà vergogna dello sboccato riso.
Cammina stanco padre orologio;
dice: non mi contate, uno rimango;
non mi chiamate, conosco il cammino;
a voi sopravvivo, di voi non ho memoria;
non mi tediate, sono un recluso!
Concludo dicendo, a voi rendo
omaggio! Capi e giullari, servitori
del fango. Rubate soltanto ciò che
il soldo non compra, ci avete sottratto
anche la vergogna.
Cala il sipario: applausi,
delirio. Si spengono le luci:
lo spettacolo è finito.
Lo show.