Attuccio Meschiù
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Un viso ammantato nell’ombra
racconta la storia dell’uomo che
solo rammenta il destino di
Attuccio Meschiù.
Un giorno di Maggio prese coraggio
e mi venne a parlare di sè.
Aveva denti bianchi e sporgenti
che digrignava e poi giù!
La sua criniera, curata e fiera,
come le fiamme ballò.
Seduto diceva Adamo ed Eva
cantano un canto Meschiù.
Il canto dice che tu sia felice!
Tadadadirididù.
Parlava bene delle catene
che lo portarono via.
Prese per sposa la bianca rosa
che un giorno sottrasse a te.
Tu lo vedesti nelle tue vesti:
il tuo respiro mancò;
il viso verde di quello che perde
il senno e la lucidità.
Venne a vedere un brigadiere
che le manette mostrò.
Le mise, orsù, ad Attuccio Meschiù
invece di metterle a te.
Ma di tenere quelle galere
ai polsi lui non potè.
Prese una gonna, una da donna,
e volò su via da qui.
Ora rimane con un pò di pane
e vive cantando nel blu.
Quando la gente più benestante
passa col naso all’insù
dirai, orsù, vieni anche tu,
a trovare Attuccio Meschiù
Attuccio Meschiù
dall’omonimo racconto