Semi della veglia
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L’incanto del siero in una
Mente di segni, lucida realtà
È acuta coscienza del canto
Di un occhio ingannato.
Morbido fluire di profumo
Intenso, su per le narici, sino
A perdere di senso per le vie
Della comprensione.
Vivido accenno di onde
Cromate che, leggere, si infrangono
In muraglie celate, sconosciuta
Rimane la musica delle sfere.
Sinuosa superficie che vacilla
Sotto il perno di agili colonne
Che riflettono, come specchio,
Intima passione preclusa.
Incauta la favella che racconta
L’illusione di un cielo stellato,
Di un petto senza cuore, a
Cui mai umana gente ambirà.
L’inganno dei sensi
Dentro le sue vene fonte di
vita scorre attraverso l'essenza.
Dentro i suoi occhi solo la
luce più forte viene catturata nelle sue braccia.
Dentro la sua mente un mondo intero da scoprire, e il
primo incontro diventa un circolo inarrestabile.
Dentro i suoi piedi la caduta finale
e un nuovo inizio segue ciascuna fine.
Analisi di una foglia
Bardi ed aedi ricordano ancora
Di un uomo che fece dell’Ade dimora,
Alto e magnifico era il suo scopo.
Cantano i saggi di un prode ragazzo,
Per alcuni perduto, per altri scomparso
Nei meandri dell’insanità.
Decise in un dì di pallida primavera
Di raccogliere tutti i suoi poveri averi
E partire per terre violate.
Tutto è uno, esplode sincera
La sentenza del giovane pio.
Voglio conoscere l’essenza vera
Del mondo e dei suoi malanni.
Vide il dolore, la fame, l’orrore,
Il suo sguardo dimesso non
Conobbe caduta. Diceva in pena
Il creato è rotondo, i mali in
cerchio raggiungono tutti.
Si beò ad osservare la carità,
Il bene nel cuore, le gioie della vita,
Che danno ragione dell’umanità.
Confuso da tanti sconvolgimenti
Non capiva di preciso ogni tappa,
I momenti, che cambiano gioia e paura.
Morì donando il suo misero pasto
Ad un mendicante che scattò e
In un balzo lo colpì per derubarlo.
Il suo ultimo fiato rivolto al
Disgraziato fu di affetto, un amore
Frustrato, tentò di spiegare al nemico
Il suo sguardo.
Muoio con gli occhi lucidi e aperti,
Credo nell’uomo, i suoi ragionamenti
Lo conducono lontano a casa.
Non amo il male ma chi lo opera
Non si accorge davvero della grande ruota,
Piccoli topi vi corrono dentro.
Siamo sottili, ridicoli quasi,
Equilibrio è parola, comando,
Sentimento, in ciò che noi
Siamo troviamo nutrimento.
Apologia del colore.