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I giardini del sogno

Conclusione

1 min di lettura

Acquistano petali i fiori che,

Manto, ricoprono pieni i sentieri

Del conto, numeri e capi non servono.

 

Natura è regno senza nome, senza

Mura, arroccati nei nostri forti

Neghiamo noi stessi:la paura

Ci nega l’essenza.

 

Siamo noi figli o padri del

Mondo? Vogliamo proteggere

Non sempre a torto la vita

Che confiniamo all’esterno.

 

Stanchi di regole che non abbiamo

Scelto fuggiamo il confronto, la lotta,

Lo scherno di madre che bene ignora.

 

Forti di lance, scudi e stemmi

Costruiamo al di fuori alti

Monumenti, immagine del

Vuoto a cui le orme appartengono.

 

Bruciamo nel fuoco di mille malanni,

L’acqua travolge, fiume tra i sassi,

La terra impedisce i nostri deboli

Passi.

 

Il vuoto dell’aria ci saluta amico,

Sfioriamo il bocciolo, scavalchiamo

Il sito di istinto che sempre si

Affaccia.

 

Neghiamo invero, reprimi il ruggito!

Viaggiamo tra ignoranza e riflesso.

 

Un giorno la casa sarà giardino:

Auto-esiliati, ritroveremo il cammino.

 

Madre Terra dimora.

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