Introduzione
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Vieni avanti creatura della notte,
Sei tu Morfeo, Euridice o Astarotte?
Rivelati al mio umile sguardo.
Sei tu oracolo, semi-dio
O Caronte e con i tuoi
Remi mi condurrai altrove?
Molti pensano che io sia archivio,
Ombra di saggio, eroe e bambino,
Ma io non conosco nomi né idee.
La legge mi sfugge, non conosco concetto,
Vivo all’infinito, sottratto al momento,
Estranee mi sono pena e virtù.
Solo una cosa mi è priva di inganno,
Esisto in un sogno ed in esso convivo,
Ricerco i miei antri e non chiedo perché.
Ti narrerò di mondi ignoti, esterni,
Manco di freno e solo pochi istanti
Mi appartengono: quivi sosto ed attendo.
I Giardini del sogno