Semi del canto
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La fame di fuoco scorre
Sempiterna negli increduli
Occhi di ogni anima fiera
Che solca i giardini del mondo.
Il loro prodotto, il loro valore,
Distorce il senso, la gioia, il dolore,
Che scuotono le fondamenta del sé.
Prolifici genitori di canto, parole,
Di gesta, di odi e di orazioni
Siate lieti del volo che il cuore produce
E che si innalza nei sentieri del tempo.
Oh si, è prodotto il vostro onore:
Le braccia, le menti, le voci, la passione,
Mai siete padri, madri, persone.
Il viaggio nel segno di ingrata virtù
Non è di questi spazi e mai quivi sosta.
Vogliate porgere orecchio, o senzienti,
Al flebile annuncio di tali lamenti.
Vogliate porgere orecchio ai portoni
Del tempio dimora di muse e cantori:
Siatene certi, non provate rancore,
Dell’arte siam servi, giammai padroni.
I figli dell'arte
Pallida, leggera, la tua vita
Ricorda lo scorrere del fiume.
Esile, serena, le tue ali
Confidano nel vento.
Agile, evanescente, rifletti il
Morire e il risorgere del giorno.
Mansueta, affascinante, quando ti
Lasci abbracciare dal mondo.
I figli della farfalla
Culla della vita, nucleo immenso che
Avvolge coloro che, nati, ne fanno parte.
Spirito soave, emozione che tutti coinvolge
In un equilibrio che è arte.
Candide le fila che noi tutti legano
In questo abbraccio, palpito eterno.
E se l’amore fosse luce, sole per voi è stato,
E se la vita fosse lotta, l’emozione fu per voi
Scudo, e se il dolore fosse mare in tempesta
Porto tranquillo foste l’uno per l’altro.
Se la gioia fosse giardino, le distese dei prìncipi
Vi attendono;
Se la pace fosse cammino, il vincastro dei
Ricchi risiede nei vostri cuori.
E quando l’antico Greco che cantò delle virtù
Dell’uomo e della donna uniti ad esser più,
Si figurò la mela che conosce, fine a sé stessa,
Separata ma unita, nell’animo e nella mente,
Il mito dell’androgino che uno appare;
Il riflesso come specchio di ciò che voi siete.
L’amore del cielo, la passione del firmamento,
La forza dell’eco che riecheggia all’infinito.
Ai Custodi
Vestono stretti gli antichi baluardi
Di pregio e valore che ad oggi,
Ormai tardi, vacillano e dettano regola.
Incalza pesante una via
Sconosciuta, vetuste le menti
Che con dotta paura si mascherano
Di altruismo e futuro.
Lotta mai stanco, colpito al
Suo centro, forzuto il signore
Dello sfondamento; cerca una breccia
Ma accumula polvere, vuole
Potenza laddove si accorge
Che manca di lucidità.
Precoce qui alberga un istinto
Sentito, un debole battito
Che il giovane ardito
Può solo oscurare nel petto.
Non vi illudete, eroi della patria,
Vivo è il ricordo della vostra battaglia:
Ricordano ancora i canti di guerra
Gli istinti nascosti che non danno pena,
Sepolti ma non seppelliti.
Alle generazioni
Due sguardi si incontrano dove non giunge il tempo.
Cantano io vivo in te e i tuoi occhi, come specchio,
riflettono il mio mondo in un momento.
Attimi in cui mi perdo e siamo uno.
Due sguardi come uno dove il sole accende un cammino,
una scia dorata che unisce cielo e mattino,
il mare calmo sospinge leggero il vostro passo.
In due sguardi brillanti, accesi
dalle prime luci dell’alba,
una promessa echeggia nel vento.
Dagli occhi all’anima e le anime in petto,
ove due cuori volano in melodia,
stretti e uniti in una folle idea,
L’idea che l’amore vivrà ora e sempre.
Agli Amanti
Pale, delicate, your life
Reminds the streaming of a fast river.
Gently like a luscious smile, your
Smooth wings trust with the winds.
Fading, invisible somehow, my eyes search
For you even on the twilight suns.
In a thin blink you reflect the death of
A blossom in the strongest light.
Calm, charming, when you
Let the world embrace you
In a shining rest.
The butterfly woman
Mastro di scure,
parola ed onore
il mare, mai stanco,
favella il tuo nome.
Ei canta per grotte,
scogli ed anfratti,
ei canta di te a
tutti i passanti.
Scivola via per
le insenature, si
inarca, si incurva
in mille manovre.
Sul pelo dell'acqua,
in sua vita anfibia,
ei già ha raggiunto
le terre di Libia;
Ancora e mai stanco
riprende il tragitto
prende per campi, poi
va, tira dritto.
E canta passione e
duro lavoro; e canta
amore, con dolce suono;
canta coraggio ed un
cuore d'oro; canta
Taracchiddù, cumpà e
patriotu; tante e tante
voci si uniscono a
questa: vento e pioggia
nel mare in tempesta. Ti
dicono va, oggi il mare
è nemico; torna domani
che sarai ben servito.
Dicono va a casa, non darti
pensiero, lì solo attende
il tuo amore vero, in ogni
mobilio, in ogni muro, in
ogni ricordo che conservi
al sicuro.
È forza, calore,
più forte del sole, che
brucia la pelle ma non da
dolore.
Raggiante e sicuro il tuo
arduo cammino, amore e forza,
il mare lo sa, avrai sempre
vicino.
Ad Angelo