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A caccia di chissà che cosa per sentirmi vivo

capitolo 7

10 min di lettura

"Negli ultimi 3 GG non ho spostato nemmeno una sedia...", esordì così Lars quando si ritrovarono il mercoledì sera dell' eclissi.

" Magnifico.

Ti sei fatto legare mani e piedi ?".

"Ho letto quello che mi hai dato...", si riferiva all' " Elogio all' ozio".

Lo guardo', seduto in macchina di fianco a lei.

"E?", domandò.

" È stato utile".

"Come le istruzioni per usare un DVD", e rise.

" Una specie...".

"Ti darei un bacio ma poi ti monteresti ancora di più la testa del solito, così ti offro la cena".

" Non faremmo in tempo per le 20:30...", osservò Lars.

"La mia cena te la puoi portare dove vuoi...".

Al centro di uno spiazzo c' era una specie di camper con un' insegna scritta a mano : panini.

" Giuro che prima di andarmene ti porto nel locale più chic che c' è...

Tu mangerai ostriche e champagne e io ti guarderò'....se non vomito prima...", rise.

Sin incamminarono lungo un sentiero tra due campi di grano.

C' erano enormi balle di fieno sparse in giro e si sedettero sopra una.

Lei guardo' la luna.

Era enorme e pareva a due passi da loro, dava l' impressione che allungando la mano potessi toccarla.

"Sarà un' eclissi spettacolare..." e addento' il suo panino.

" Avevi detto che mi avresti raccontato qualcosa di te....".

" Dai, chiedi".

" Da dove vieni?".

"Dall' isola di Syros in Grecia".

" Hai qualcuno là?".

"No.

Mio padre e mia madre sono morti quando avevo quasi 18 anni".

" Che hai fatto dopo? ".

" Ho preso i pochi soldi che mi hanno lasciato i miei e sono scappata", sorseggio' un po' della sua birra.

"Dove?".

" In giro...in molti posti...

Trovavo qualche lavoro, mettevo via qualcosa e cambiato paese, sino a che non ho incontrato Richard...".

"Chi è?"

"È morto...è stato come un padre per me....anche se io ero innamorata di lui....e mi ha insegnato tutto ciò che so fare..."

Erano ormai le 20:30.

"Com' è morto?".

" L' hanno ammazzato una decina di anni fa....".

La luna iniziò lentamente a oscurarsi coperta dal sole.

"È magnifico non trovi?" disse a Lars.

"Perché ti piacciono le eclissi?"

" È l' unico momento in cui la luna e il sole , come due amanti colpiti da una maledizione riescono a sfiorarsi....è pura magia...".

"Da tre GG sono sobrio...".

" Anche questa è magia... ".

Ora la luna era di nuovo splendente e la vide sorridergli.

Lui allungò una mano verso il viso di Nigly.

" No...non farlo Lars", era seria.

"Perché?".

Perché non voglio che diventi più di un ricordo".

Ritornò a guardare la luna.

"Perché una volta che me ne andrò ,la tua faccia dovrà rimanere solo dentro qualche quadro...

Non mi va di essere un' altra tacca sopra la tua cintura, insieme ad altre decine...

E mi chiedo come sia possibile che ogni volta ci caschi cazzo..".

" Tu non hai nessun sogno da darmi..."

" Io te ne ho già dato un pezzo..

E tu me ne hai dato la conferma... ".

Gli afferrò il polso.

Vide il suo viso sotto la luce della luna che sembrava di alabastro

" I sogni sono quelli che puoi realizzare, tutto il resto sono illusioni, e io sono una di queste…"

Lo lasciò.

"Sei stato capace di fermarti a pensare , vuol dire che sei sulla strada giusta....

Ora devi continuare...."

"Per andare dove?", le chiese.

" Lo saprai man mano che procedi...fidati.

Non guardarti mai indietro, non ascoltare quelli che vogliono farti vedere la strada più facile.

Sai come si dice?

Di buone intenzioni è lastricato l' inferno.

Cerca una scorciatoia e ti perderai.

E pretendi il rispetto dalla gente...

Da tutti.

Soprattutto da chi potrebbe essere scontato".

"Si può sapere chi sei?".

" Una persona che in altre occasioni non vorresti mai incontrare".




“Pretendi rispetto dalla gente , soprattutto da chi potrebbe scontato….”, questa frase gli risuonava nella testa mentre quella domenica percorreva la strada per andare a casa di sua madre.

Subito , appena entrato ,lo raggiunse un buon odore di cibo.

Era tutto come al solito .

La tavola apparecchiata con la tovaglia e il servizio della festa.

Lo accolse con il solito sorriso, che però quel giorno gli sembrò assolutamente fasullo.

“Vaffanculo Nigly…”, pensò a denti stretti, “tu e la tua maledetta realtà a tutti i costi…”.

Si accomodò, poi si versò un po' d’acqua nel bicchiere.

Dopo poco iniziarono a mangiare.

“Ti vedo bene…”, osservò sua madre.

“Me la cavo...come al solito…”.

“E quella storia del locale?”.

“Ci sto pensando su…”.

“E’ una buona occasione….”.

“Hai mai pensato che forse non è proprio il posto adatto a me?”.

Alzò la testa e lo guardò.

“Perchè?”.

“Perchè non è il massimo per qualcuno a cui piace alzare il gomito….”.

“Tu non alzi il gomito…”, rispose quasi distratta.

“Ti sei mai fermata a osservarmi davvero...e non dico semplicemente guardarmi…”.

“Sono più di 30 anni che ti guardo…..e non mi pare tu sia venuto male…..anche se per certe cose assomigli troppo a tuo padre….”, aveva perso il buoumore, “Si può sapere che hai oggi?”.

Poi sganciò la bomba.

“Puoi dirmi perché mi hai gentilmente detto che ti servivo solo a rattoppare il tuo fallimentare matrimonio…”.

“Non ricordo di averti mai detto questo…”.

Lui sorrise debolmente.

“Davvero?

Io lo ricordo benissimo….era il giorno del mio dodicesimo compleanno….

Mi hai fatto davvero un bel regalo...mammina…”.

“Ero incazzata...è stato un periodo difficile…”.

“Ne hai avuti di periodi difficili e io sono sempre stato il tuo parafulmine….

E così me ne stavo fuori il più possibile…

Ero più a casa dei miei amici che con te…

Quel giorno ero scappato ...avevo fatto un km a piedi per andare a casa di mio padre, e scoprire che era partito il giorno prima per uno dei soliti viaggi di lavoro che duravano almeno un mese...e allora ho capito che non potevo scappare da nessuna parte...”.

“Si può sapere perché tiri fuori questa storia ormai vecchia e sepolta?”, era irritata.

“Vecchia forse ...sepolta per niente…

Quello scheletro mi si è appiccicato addosso e non mi lascia un attimo da 20 anni a questa parte…”, posò sul tavolo la forchetta con decisione.

“Senti , sto cercando di rimediare….”, rispose infastidita e alzandosi per prendere la seconda pietanza.

“Non ti muovere cazzo!”, le disse alzando la voce, “E riporta il tuo culo sopra quella sedia perché non ho finito…”.

Fece quello che gli aveva detto.

Quello era ciò che gli ricordava del suo ex marito.

Quando la pazienza finiva non si sapeva dove si andava a parare.

“Un pranzo alla settimana mi sembra un po' poco per rimediare ai tuoi disastri….”.

“Si può sapere che vuoi?”.

Lars sorseggiò un po' del suo vino.

“Un “Mi dispiace , ho sbagliato”, potrebbe essere un buon inizio…”.

“Ok, ho sbagliato mi spiace…”.

“Non mi sembri molto convinta…”.

“Lo sono…”.

“Quando sono nato insieme al sottoscritto, nel libretto di istruzioni su come far crescere un figlio, ti devi essere persa la parte in cui è dovere di un genitore , proteggere chi non ha chiesto di venire al mondo, evitare di causargli dolore, scaricandogli addosso le proprie frustrazioni…”.

Lei non disse nulla.

Lui si alzò.

“Posso dirti qualcosa ...mamma?.

La madre lo guardava.

“Sei una bella stronza...e avrei dovuto dirtelo da un pezzo…”, finì il vino che aveva nel bicchiere, “….credo che questi fasulli rituali famigliari domenicali finiscono qui...ne ho piene le scatole di fare ciò che vi aspettate da me…”.

Si rimise la giacca, poi mentre se ne andava si fermò e si girò a guardarla.

Era ancora seduta al suo posto.

“Ah , devo dire che funziona la storia, ho un peso sullo stomaco, lo scarico a qualcun’altro e tutto sembra migliore…”, le sorrise, “la palla ora ritorna a te...divertiti...e non provare a rilanciare...sono cresciuto e posso farti molto male”.

E se ne andò.




Un mese passò piuttosto in fretta, si rividero un po' di volte, e gli disse che cosa aveva detto a sua madre.

"Ben fatto bellezza...e ora che ognuno si pigli le sue fottute responsabilità.

Come ti senti?".

"... Meglio....".

" OK, adesso mantengo la mia promessa..."

"Quale promessa?"

"Portati fuori a mangiare sul serio..te lo meriti."

"Stai scherzando? Dovevi dirmelo...mi sarei messo altro...".

" Che cosa?

Frac e cilindro?

Sei perfetto."

Indossava un paio di jeans neri , una t-shirt dello stesso colore e una giacca blu' elettrico.

Ai piedi un paio di scarpe di pelle scure.

"Muoviti, ho prenotato per le 20" e lo spinse verso l' auto.

Percorsero una strada statale per una quindicina di km, poi altri 3 lungo una strada sterrata.

In fondo c' era una specie di villa circondata da un giardino, una fontana e un parcheggio.

Dietro la costruzione una piscina coperta.

L' insegna in stile locanda francese del '600, era posta sopra una specie di placca di metallo che dondolava alla brezza di inizio autunno.

Diceva:

Le coq hardi'( il gallo coraggioso).

E un bel galletto che gonfiava il petto per cantare.

"Non lo conosco..." , disse Lars.

"Hanno aperto una settimana fa e ho pensato che fosse perfetto per te", Nigly gli sorrise.

" Entra", e gli aprì la porta.

Il tipo le chiese a che nome fosse prenotato e poi li accompagno' al tavolo.

Si sedettero e Nigly emise un fischio.

"Qualcuno ti ha notato anche con la mise sbagliata..." e rise.

Alcune ragazze ad un tavolo più in là lo stavano guardando.

"Come vedi non è necessario bardarsi ogni volta perché la gente ti noti...".

" A quanto pare....".

Ordinarono e poi quasi in silenzio consumarono la cena.

Lars bevve solo un mezzo calice di vino.

Nel tragitto per il ritorno Lars disse:

"Ho ritrovato una vecchia conoscenza qualche giorno fa...

Abita a una 30ina di km da qua...".

Lei lo guardo' per un paio di secondi poi ritorno' a fissare la strada.

" Vive in un casale..coltiva erba...legale",si accese una sigaretta," il suo socio se l' è svignata a Portorico con un tizia...e mi ha chiesto se mi va di rimpiazzarlo...devo metterci qualche soldo, ma poca roba...".

"E?".

" Gli ho detto che mi sta bene.

Cambierò aria, anche se per i primi tempi al pomeriggio tornerò a casa mia.

Il tempo di portare via la mia roba, poi occupero' l' appartamento dove stava l' altro...".

"Qualcosa sta davvero cambiando...".

Arrivarono davanti a casa di Lars e scesero.

Si sedettero sul muretto bianco che delimitava il giardino.

Nigly, voltò la testa e vide Biancaneve.

" Porti via anche lei?".

"Ovvio.

È l' unica che non mi abbandonerà mai...", le sorrise e lei fece lo stesso.

" Posso farti una domanda Nigly?".

"Certo", la fiamma incendio' la sigaretta.

" Hai mai ammazzato nessuno?".

Lei si mise l' accendino in tasca e scese lentamente, poi gli si parò davanti.

Si guardarono.

"Si", poi accenno' a un mezzo sorriso," ma non preoccuparti, erano degli stronzi della peggior specie...".

"Chi era Richard?".

" Richard Kuklinsky...un killer a pagamento .

Ha ammazzato più o meno 300 persone.

Lo chiamavano Iceman, perché metteva i cadaveri nei congelatori per non far capire quando erano stati ammazzati..."

"Com' è morto?".

" È stato incastrato da un poliziotto sotto copertura , messo in prigione e alla vigilia di un processo molto importante, quando doveva testimoniare, qualcuno l' ha avvelenato...".

Lui sapeva che era vero ciò che raccontava, ma stentava a crederlo.

Era assurdo.

"Perché lo fai?".

" Una volta mi hai detto:

Io sono così.

Beh io sono così.

Una parte del mio cervello è fatta così.

Non c' è coscienza, rimorso o pietà ", aspirò un po' di fumo.

" Ti piace?".

"...Si...soprattutto vedere qualcuno spogliarsi della sua tracotanza e pregare perché lo lasci vivere.

Io dico loro:

Hai 15 minuti, se il tuo dio scende, te la cavi...", schiacciò il mozzicone con il piede,' dio non l' ho mai visto.. Ne mai credo lo vedrò..".



Lars l' ascoltava immobile come se fosse diventato di sale.

" Hey bello qualcuno deve pur pulire in giro...

Cosa sarebbe la savana senza iene e sciacalli?

Una discarica".

Lui non disse nulla.

" Non lavoro per mafia o roba simile..quella è merda.

Mi occupo di gente che ha commesso crimini finanziari e ha rovinato un bel po' di persone...pedofili...insomma i rifiuti della società...'.

"Perché..."

"Te lo detto?"

"Già "

"Perché io domani sparisco dalla tua vita e da questo paese per sempre...e non credo proprio che riusciresti a ritrovarmi..._"

Lars la guardò con aria interrogativa.

"Non mi chiamo Nigopulos...non ho 32 anni ...non mi chiamo Kalispera e non sono greca...

Mi spiace..."

"E Nigly?".

" Quello è vero.

In una qualche lingua mediorientale significa" gabbiano"..".

"Sei una bugiarda".

" ooh non sai quanto..", e sorrise," ma tutto quello che ho detto di te è assolutamente vero..tutto".

"Per cui è finita?", chiese Lars.

" La tua vita è appena cominciata....e vedi di non fare più cazzate.."

"Ci provero'...".

Lei stava per andarsene.

" Ci vediamo ...fascista del cazzo..".

"Ci vediamo ...comunista stronzo...".

Entrambi sorrisero e si salutarono con la mano.


NOTA: Richard kuklinski è esistito davvero. Era un sicario della mafia in America.è finito in prigione ed è morto.

Ha ammazzato più o meno 300 persone.


PS: perchè questa è una storia vera e Lars esiste davvero....e sta qui non lontano da me....

E non finirà bene come qui dentro....



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