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A caccia di chissà che cosa per sentirmi vivo

capitolo 5

6 min di lettura

Nigly non si fece sentire per giorni.

Lars l’incontrò per caso , seduta al bar della piazza principale.

Ordinò qualcosa poi si sedette allo stesso tavolino.

“Dove sei stata?”.

“Senti già la mancanza di qualcuno che ti sta molto sul cazzo?”, gli chiese mentre si accendeva una sigaretta.

“Può darsi”.

“Non avevo niente da dirti bellezza...e non hai bisogno di me per farti passare le giornate ...e le serate…”.

”Ti ho pensato…”.

“Uuuuh brutto segno….”, una voluta di fumo le uscì dalla bocca, “sento l’odore di romanticismo arrivare sino a qui…”.

“Non ti ho detto che mi sono innamorato di te…”.

“E non lo fare….anche se lo farai…”, scrollò la sigaretta, “….lo fanno tutti ….”, sembrava rassegnata mentre beveva un po' dal suo bicchiere, “...pare che non ci niente di più attraente di una donna che si fa i cazzi suoi e non pretende nulla dagli uomini…”.

Lars si accese una sigaretta.

“Hai mai detto, ti amo, a qualcuno?”.

“Decine...centinaia di volte...e ognuna aveva importanza per me…

Ma non voglio che nessuno lo dica a me”.

Lo guardò:

“Non ho mai sentito il bisogno di essere amata da qualcuno.

Amare qualcuno mi fa sentire viva.

Essere amati è come avere una catena al collo, amare è sentirsi liberi come un uccello che vola nel cielo”.

“Perchè non ti sei fatta sentire?”.

“Te l’ho detto, non avevo nulla da dirti…”, guardò distratta una tipa che portava al guinzaglio un cane bianco riccioluto.

“Non ci credo”.

“Ok”.

Per un paio di minuti nessuno parlò.

“Che hai fatto nell’ultima settimana?”, gli chiese.

Lars non disse nulla.

“Ora lo sai perché non avevo niente da dirti….”, schiacciò il mozzicone sotto la suola dello stivale.

“Tu vuoi che cambio la mia vita perché me lo chiede una sconosciuta?”, cominciava a irritarsi.

Lei si protese in avanti e gli piantò gli occhi nei suoi.

Lui istintivamente tirò indietro la testa di un paio di cm.

“Voglio che la cambi per te stesso ...stronzo….

Ho più rispetto io di te che tu di te stesso…”.

Non gli tolse gli occhi d’addosso.

“E ti farò sputare fuori tutta la merda che hai dentro il corpo...ti farò guardare negli occhi tutta la fottuta realtà che cerchi di evitare da 30 anni….”.

Si alzò dalla sedia e terminò la sua bibita.

“Ah ho saputo che ti era venuta la geniale idea di andartene all’altro mondo.

Risparmiati le uscite ad effetto.

Alla gente non frega un cazzo di niente e di nessuno, e tu dopo un mese non saresti nemmeno un post scriptum nei loro pensieri…

Costruisci qualcosa di buono e sarai ricordato anche dopo che sarai schiattato”.

Poi estrasse dalla tasca un piccolo libricino di poche pagine rilegato.

Era “Elogio all’ozio”.

“Leggilo e traine qualche conclusione o sfrutta la tua passione per i traslochi per procurarti un lavoro da facchino e fare un po' di soldi…”.



Domenica pomeriggio.

Le 17:00 più o meno.

Nigly stava parcheggiando l' auto in un piccolo piazzale rotondo attorno al quale si trovavano un paio di negozi.

Scese dall' auto e sentì una voce alle sue spalle:

"Hey!".

Era Lars.

Lo vide venire verso di lei.

" Che ci fai qui?",le chiese.

Lei gli mostrò il pacchetto di sigarette vuoto.

"Tu?".

" Idem".

Entrarono in una tabaccheria e ne uscirono 2 minuti dopo.

"Che aveva quella tipa là dentro?

Non credo che quelle smorfie e mossette fossero per me...".

Lui alzò le spalle.

" È una stile " amore per sempre", o" scopata mordi e fuggi"?".

"La seconda che hai detto".

" Ma sei senza pietà, non se ne salva una..".

"Tu si".

" Io sono io e non centro un cazzo col genere femminile..".

"Hai fatto bene a dirmelo.

Ne ho combinate di cazzate, ma non mi sono mai ritrovato nel letto un uccello di un uomo, per quanto fossi in baldoria da 24h...".

" Mai dire mai... "

"Vaffanculo".

" Comunista e omofobo...sei uno scrigno di qualità... ",e sorrise ironica.

" Senti bella, ci sono più finocchi qua attorno che in un campo, e non me ne è mai fregato un cazzo, ognuno vive come gli pare, ma che tengano le mani in tasca...non reagirei bene a una palpata di culo che non sia quella di una donna.. ".

" Lo terrò presente e forse un giorno ne aprofittero'.....comunque io appartengo a quelli" a cui funziona la testa"...è un club esclusivo e devi passare esami selettivi per poter essere ammesso...".

"Puzza di noia e prevedibilità...".

" Può darsi ....ma è grazie a quelli come me

che la baracca ritorna in piedi dopo che quelli come te l' hanno tirata giù ...

Grazie ai polverosi, prevedibili esseri umani con la testa sopra le spalle..."

"Tu saresti un essere umano?", scrollò' la cenere della sigaretta.

" Così dicono...ma che non si sappia in giro..."

"Come se l' avessi detto a tuo fratello..."

"Se tu fossi mio fratello ti terrei rinchiuso in una gabbia e uscite al guinzaglio.

Per limitare i danni...a te stesso.

Da dove vieni?" gli chiese Nigly.

"Ho pranzato da mia madre".

" Ah...".

"Cosa?".

" Ah, e basta".

"Fai schifo a dire le palle..."

"Questo perché ogni cellula del mio corpo trasuda onestà e sincerità...".

" È stronzaggine oltre il livello di guardia come tutti i sinceri che dicono che lo fanno per il tuo bene...", buttò a terra il mozzicone dopo l' ultima boccata.

"Si, hai ragione..."

"Allora?".

" Allora che? ".

" Ti ho detto una banalità e l' hai presa come se avessi detto che un insetto ti si era posato sopra la testa".

"Hai cambiato madre?".

Lui la guardo' stranito.

" Cosa...ma che cazzo stai dicendo?".

"Correggimi se sbaglio, tua madre è la stessa persona che un bel giorno , in vena di sincerità, come tu hai ricordato tipica degli stronzi, ti ha detto che sei stato solo una pezza in un matrimonio ormai a brandelli?".

Fu come se un calabrone k' avesse punto sulla carne viva.

Non c' era più malinconia dentro quegli occhi nerissimi solo odio puro.

" Questo posto è un buco di culo sul pianeta e sanno persino quando ti soffi il naso...".

Continuò a guardarla.

"Quello è stato il primo gradino per una discesa verso l' inferno...da lì è iniziato tutto..".

" Non dire stronzate... È una faccenda vecchia, e tutti possono dire una frase sbagliata..."

"Una frase sbagliata?

Una frase sbagliata è dire a qualcuno che ha una pettinatura sbagliata. ."

"Questa ancora me l' hai risparmiata..."

" Solo perché da qualche mese a questa parte ti sei dato una regolata..", puntualizzò," quello è stato uno scarica barile in piena regola.

Lo sai come funziona?

Ho un peso sullo stomaco... Devo trovare qualcuno a cui rifilarlo...poi sono cazzi suoi.

E tu ti sei ritrovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato...con la persona sbagliata..."

"Tu mi odi...o non mi faresti questo..."

"Odiarti?", Nigly sorrise debolmente," te l' ho detto che io mi sento viva ad amare..."

"Quindi tu mi ameresti?"

"Se non fosse così perché starei a farti sputare lacrime e sangue?".

" Perché sei una stronza e una sadica, e mi vengono i brividi ogni volta che parlo con te...perché non so che cazzo mi riserverai..".

"C' è una canzone che dice:

Ho bisogno di qualcosa di più forte...per sentirmi vivo

È per questo che ti piace camminare nel mio campo minato...", gli sorrise ironica," Se arrivi dall' altra parte intero sei sano e salvo..."

"Salvo forse...sano non lo so...".

" Fidati di me.

Non potrei mai lasciarti saltare per aria".

“Sono la tua prima...vittima?”.

Nigly alzo la mano facendo il segno della vittoria.

“Il secondo”.

“E com’è finito l’altro?”.

“Di recente mi hanno detto che si è ficcato la canna di una pistola in bocca e ha spalmato i muri di casa sua di materia cerebrale….”.

Poi scoppiò a ridere.

“Sta benissimo.

Sposato , 2 figli….”

“Stavate insieme?”.

“E’ capitato…..”.

“Poi?”.

“Lui voleva sposarsi...io no…

Lui voleva figli...io no…

Lui voleva mettere radici….io sono una vagabonda…”.

“Non ti senti mai sola?”.

“Dammi un libro e un pezzo di pane e ho tutto quello che mi serve…”.

“Sul serio, che cosa fai per vivere?”.

“Organizzo...cose, poi le porto a termine….ma non chiedermi altro..”.

“Ti piace?”.

“Si, il tipo che mi ha insegnato il mestiere ha detto che quando mi ha visto ha capito che ero la persona giusta….e non l’ho deluso…..

Un giorno ti racconterò di più...ora non mi va…”.

“Perchè fai...quello che fai?”.

“Perchè mi va….forse per scaricarmi una coscienza pesante e restituire qualcosa a qualcun’altro…

Ora basta domande…”, gli disse accennando un sorriso, “Andiamo a prenderci qualcosa, le confidenze mi fanno venire sete….”.


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