A caccia di chissà che cosa per sentirmi vivo
capitolo 2
di Leyla khaled
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Quando si incrociarono?
Un pomeriggio di tarda estate.
Nigly era seduta sullo scalino di una scala di pietra che portava ad un casale e costeggiava una strada ad una corsia.
Scriveva qualcosa.
Lei scriveva sempre.
Lei leggeva sempre.
Alzò la testa e vide un tipo che camminava lungo la strada.
Aveva il naso infilato in un cellulare e digitava qualcosa.
Talvolta sorrideva.
Lei appoggiò la guancia sopra la mano e lo guardò.
Pensò che aveva visto quel tipo altrove.
Pensò che era un tipo davvero strano.
Assomigliava ad un pirata con quegli anelli dorati alle orecchie, la barba e i capelli scuri.
Ma gli ricordava anche Ben , uno dei protagonisti del film “Le belve” di Oliver Stone.
“Ben!”, disse senza pensarci.
Quello si fermò , girò la testa e la guardò.
“Hey Ben!”, ripetè.
“Non mi chiamo Ben, hai sbagliato persona…”.
Lei accennò un sorriso.
“No, non ho sbagliato persona…..”, esclamò a voce più bassa e lo vide andarsene, continuando a fissare il telefono .
Dopo un paio di giorni si ripetè la stessa scena.
“Ben!”, chiamò Nigly.
Questa volta lui si avvicinò di un paio di passi.
“Chi è Ben?”.
“Hai mai visto il film “Le Belve” di Oliver Stone?”.
Notò che aveva un paio di jeans con vari tagli sulle gambe, un paio di scarpe a tennis rosse e una felpa nera.
Una serie di braccialetti gli avvolgevano il polso sinistro
Gli orecchini brillavano al sole.
“No”, rispose Lars.
“Allora guardalo e saprai chi è Ben”, poi si rimise le cuffie nelle orecchie e Lenny Kravitz ritornò a innondarle la testa con la sua voce.
Trascorse una settimana e Nigly non vide più Lars.
Acquazzoni precipitavano sulla terra improvvisamente e decise che era meglio restarsene a casa.
L’ottavo giorno le previsioni annunciarono sole e cieli azzurri così ritornò a vagare per le strade i sentieri e rivide Lars.
“Anch’io avevo pensato di potermi dedicare alla coltivazione della marjuana, ma non ho ancora trovato un socio…”, esordì davanti a lei.
Tu sei Ben, pensò Nigly.
Stessa faccia, stessi casini.
“Come ti chiami?”, le chiese.
“Nigly”.
“Io sono Lars”, e le allungò la mano.
Notò un anello d’argento all’indice e uno all’anulare.
“Sei sposato?”,
“Lo ero…”, sembrava rattristato.
“E?”.
“E’ finita male”.
“Tranquillo a tutto c’è rimedio tranne che alla morte….le cose iniziano e finiscono….”.
“Già….dicono…”.
“E poi mi sembri un tipo che non ha problemi a rimorchiare...hai presente chiodo schiaccia chiodo?”.
“Nessuno se la cava meglio di me a schiacciare i chiodi….neanche i falegnami….”.
Lei sorrise, le piaceva la gente con il senso dell’umorismo.
“E tu?
Sei sposata?”.
“Forse lo sono stata in altre vite, ma non in questa”.
Nigly si accese una sigaretta e gliene offrì una.
Ma lui si tolse da una tasca una piccola scatola di metallo e di notevole fattura dove si trovava del tabacco sfuso e delle cartine.
Lei sorrise tra sé guardandolo arrotolarsi una sigaretta ed accenderlo con uno zippo di metallo.
“Sei veramente nella parte...Lord Lars….”.
Con la sigaretta tra le labbra alzò lo sguardo che non aveva nulla di malinconico.
“Chi cazzo sei?”, le domandò irritato, “solo i miei amici mi chiamano così”.
“Nessuno”, rispose Nigly, “..e qualcuno che sa molte cose sul tuo conto….”.
“Che cosa vuoi?”.
“Niente….ma voglio darti qualcosa…”.
Lui non disse niente.
“Un sogno….non è questo che cerchi?”
L’altro non pronunciò una parola.
Gli porse gli auricolari.
“Ascoltala….”, lo invitò.
Mi dissero no qui non cambierà mai niente
finiscono in fondo ai bicchieri
i sogni della gente
lo dissero lo stesso giorno in cui partivo
a caccia di chissà che cosa
per sentirmi vivo
e a volte guardo ma non vedo più
niente più niente più
e a volte ascolto ma non sento più
niente più niente più
E grido dove dove si deve andare
cosa si deve fare io grido
dove dove cosa si deve dire
quanto si deve dare
Dove dove dove si deve andare
cosa si deve fare io
grido dove dove se avete visto un sogno
ditegli che ho bisogno
cosa sto cercando di preciso non so
forse é solamente un sogno e forse non troverò
non son l'unico io non sono l'unico
voglio un posto per fermarmi e non andare più via
un posto da gridare questa qui é casa mia
non son l'unico io non sono l'unico
Dove dove dove si deve andare
cosa si deve fare io
grido dove dove se avete visto un sogno
ditegli che ho bisogno
cosa sto cercando di preciso non so
forse é solamente un sogno e forse non troverò
non son l'unico io non sono l'unico
voglio un posto per fermarmi e non andare più via
un posto da gridare questa qui é casa mia
non son l'unico io non sono l'unico
Glieli restituì.
“Sei tu...quello che ha bisogno di un sogno….non è così?”
Lui non disse una parole, mentre la sigaretta che teneva tra dita si consumò e la cenere volteggiando si sparse per l’aria.
“Non ho bisogno di altri amici….”.
“Io sono la tua cattiva coscienza….la parte più nera della tua anima….e me ne andrò solo quando avrai vomitato fuori tutto quello che ti sta sullo stomaco...tutto quello che ti schiaccia …e sai di cosa parlo...”.
“Se questo lo chiami sogno ….io lo trovo un incubo….”.
“Non ho ancora finito…”, Nigly fece schizzare via il mozzicone della sua sigaretta, “...poi sarai libero di volare via...magari lontano da qui...lontano dall’atmosfera tossica che ti circonda….”.