Il libro che divora le anime
6 min di lettura
Storia dopo storia, il sinistro libro incompiuto diventa sempre più affamato. Le sue pagine non arrivano mai alla fine. Sembra una pianta carnivora che attirava le prede, le inebria con la sua magia e poi, una volta che arrivano abbastanza vicine, le divora succhiandone l’energia fino a quando, di loro, non resta altro che l’involucro inerte. Al suo interno Eduardo viene inghiottito, nei tormenti d’interminabili nuovi persecutori che sostituivano quelli che muoiono.
Col passare del tempo le parole da sempre usate venivano sostituite, da quelle di lingue sconosciute.
Il libro inizia a fare il giro del mondo, passando per le mani di uomini diversi per lingua, etnia, religione. Però tutti loro hanno in comune un’anima oscura.
Intanto Lucilla, dopo aver abbandonato il libro per dedicarsi ad altri diletti, scompare. Di lei si perde traccia dopo che il Foro Inquisitore decima tutto quello che a loro parere abbia a che fare con la magia. La strega è ancora presente, nascosta sotto false spoglie.
Passano così quasi tre secoli e il libro ritorna nelle terre dove ebbe origine il maleficio. Viene trovato tra le mani di un mercante, che arriva dalle lontane ed esotiche terre dell’Est, in seguito morto per una strana causa che nessuno riesce a identificare. Il cadavere seppellito al cimitero di Colle di Valsa, viene segretamente trafugato. Intorno a lui iniziano a girare strane storie di persone misteriosamente scomparse.
Invece il libro viene affidato ad uno studioso di testi antichi affinché capisca di che cosa si tratti.
L'uomo è un'anima pia e non riesce ad interpretarne il mistero, ma ne intuisce il significato. Dopo intere giornate di studio arriva a comprenderne poche pagine e mentre legge Eduardo dall’interno del libro, finalmente trova qualcuno con cui possa comunicare. Costui rappresenta la sua salvezza! La speranza fa impazzire il cavaliere che inizia a gridare fino a sentirsi scoppiare la testa. Nel frattempo cerca di scrivere, incidendo a mani nude, con grande sforzo, la carta dal suo interno, ma le sue parole appaiono troppo sbiadite. L’energia del libro era troppo potente da attraversare. Ormai la giornata è alla fine e il vecchio studioso chiude stanco il libro e si allontana per la cena.
Il giorno dopo viene a trovarlo un collega di vecchia data a cui mostra lo strano oggetto, purtroppo non è una buona idea. Il libro s’insinua bramoso nella mente del povero malcapitato. Eduardo percepisce cosa accadrà e senza speranza si arrende al prossimo destino. La notte stessa il librò sparisce e di lui non se ne saprà nulla per altri due secoli.
Porto di Scoglio d’Oro, 1850 d.c.
Il tramonto, all’orizzonte, riesce a diffondere un senso di pace anche al mare, estendendosi fino ai moli del porto della cittadina, dove gli ultimi scaricatori stanno finendo di spostare le merci intorno ai giganteschi velieri. Tra carri e carrozze trainati da cavalli molti di loro si stanno già dirigendo verso le loro abituali taverne, dove dimenticheranno le fatiche della giornata annegandole in enormi boccali di birra e buon cibo.
Anche la frenesia sulle strade, intorno alle botteghe e ai banconi carichi dei mercati si sta dissolvendo. Dietro ad essi, inizia a farsi notare uno stravagante emporio, al cui interno risulta stracolmo di oggetti esotici ed antichi, tutti ammucchiati senza ordine, alcuni ammassati gli uni sugli altri. Altri ancora pendono disordinati dalle travi del soffitto. Giacciono ovunque si trovi uno spazio libero, lasciandone poco al passaggio di chiunque voglia addentrarsi in quella strana giungla polverosa. In fondo ad esso, in un angolo buio, tra tutti questi oggetti, non è facile notare un vecchio libro foderato con un tessuto di damascato nero, chiuso sugli angoli da eleganti inserti argentati.
Ma per le anime cupe non è così. Queste vengono attratte da una strana energia sinistra emanata dalla cupa copertina, quasi splendesse.
Nessuno sa che tra le sue pagine bianche vaga, da molto tempo, tra i labirinti del terrore, un’anima intrappolata da un maleficio, in cerca di una via d’uscita.
È pomeriggio, la giovane coppia decide di andare a curiosare al mercato della cittadina di mare, dove si fermeranno ancora per qualche giorno. I loro cavalli stanno riposando nelle stalle della locanda dove hanno deciso di alloggiare, mentre loro si godono la vista del mare sul porto. Il tempo è meraviglioso. L’aria si muove allegramente e i due ragazzi con essa, sorridenti, stretti nei loro lunghi mantelli, per le strade del mercato. Una folata di vento improvviso scompiglia i corti capelli scuri alla ragazza. Lei cerca di proteggerli sotto un cappellino di lana rossa. Alex avverte il suo disagio.
- Sofia, tesoro, andiamo a curiosare in quel negozio di oggetti esotici!
Si avvicinano alla vetrina ed iniziano a sbirciare dentro.
-Penso che il nome giusto per questo posto sia "ammasso di roba vecchia"!
- Dai, entriamo! Qualcosa mi dice che troveremo qualcosa d'interessante.
Ci vuole qualche secondo per abituare la vista all'oscurità del negozio.
- Ahi!
Sofia sbatte il capo contro uno strano oggetto che pende da una trave del soffitto.
La proprietaria, una giovane signora, vestita di nero, con occhiali e capelli ramati raccolti in uno chignon si avvicina loro, sorridendo.
-Buon giorno! Stia attenta signorina! Se si rompe la testa non la posso comprare per poi rivenderla a un prezzo più basso... Posso esservi utile?
- Buon giorno anche a lei! Io e il mio compagno stavamo cercando qualcosa di particolare per riempire alcuni angoli vuoti di casa nostra.
- Accomodatevi pure! Il negozio è pieno di oggetti per tutti i gusti.
Si dividono. Sofia decide di soffermare la sua attenzione su un paio di tavolini. Alex prosegue come se stesse cercando di riconoscere qualcosa di famigliare.
- Noto che ha un gusto un po' inquietante!
- Alexander, non penserai sul serio di tenere esposto quel coso nel nostro salotto? E' davvero un libro?
- Non ti preoccupare, ti prometto che lo terrò sotto il letto dove, non arriverà a nessun occhio vivo.
- Ma che libro è?
Alex lo apre e lo sfoglia fino a trovare l'ultima pagina scritta.
- Sì, è un libro incompiuto, o meglio: noterete che è scritto da diverse mani, con lingue diverse, dalle più antiche a quelle dei nostri giorni. Questo è un antico libro di storie gotiche. Ogni suo possessore lo arricchisce con delle storie. Anche lei potrebbe scrivere la sua.
- Altroché! La firma di Alexander Djini rimarrà indelebile nella memoria della letteratura gotica! Questo libro tra 10 secoli diventerà un patrimonio di grande valore anche grazie a me!
- Macabro, direi!
- Tanto lo sai che lo prendo! Tu invece? Hai scovato qualcosa?
- Proprio in questo momento ho notato quello sgabello!
- Davvero orrendo, direi! Scommetto che quel “coso” nel salotto starebbe benissimo!
- Nel salotto mai!
- Ti ringrazio!
- Infatti pensavo all'ingresso!
- Non dirai sul serio...
L’acquisto ormai è compiuto e la giovane coppia si affaccenda a tirar su i loro acquisti.
- Ecco, piccola! Tu prendi il libro e io porto il “coso”!
Nel momento in cui Sofia prende in mano il libro, sul collo le brilla, per un momento, il medaglione che si scorge sotto il mantello. La negoziante alza lo sguardo verso di lei.
- Noto adesso, il suo magnifico medaglione!
- Grazie, è un regalo.
- E’ molto antico e raro, ragazza mia. Veniva usato come talismano contro gli effetti della stregoneria. Lo sapeva?
Sofia lo accarezza con le dita.
- Anche una mia amica ne ha uno uguale. Per me è più portafortuna che scaramantico, semmai esistesse una magia, da cui difendersi.
- Posso vederlo più da vicino?
La donna si avvicina per toccarlo, ma al contatto, il talismano le brucia la pelle dei polpastrelli e lei ritrae istantaneamente la mano. I ragazzi notano lo scatto.
- Già, dimenticavo. Ci sono delle leghe metalliche che mi fanno quest’effetto. Vorrei comprarlo. Sa, sono un’appassionata collezionista di questi oggetti esoterici. Sono disposta a pagarlo, per qualsiasi cifra mi chiederebbe.
- Davvero? E’ una vera tentazione. Diciamo che semmai avessi bisogno di soldi, potrei valutare la sua proposta. Purtroppo è un regalo a cui mi sento molto legata, per cui, preferisco declinare l’offerta.
La giovane coppia esce dal negozio. Lui, portando in spalla il massiccio sgabello, lei portando, nascosto in un involucro di velluto, il libro di damasco nero.
- La prossima volta che usciamo per souvenir mi porto la carriola, anzi, il carro!
- Dai domani torniamo nella nostra bella Colle di Valsa con la nostra carrozza.
Alle loro spalle, sulla porta, la proprietaria del negozio sorride togliendosi gli occhiali. Quando la coppia è ormai lontana, i suoi occhi di ghiaccio smettono di sorridere. Guardandosi la mano ustionata, le passa sopra l’altra. La ferita scompare lentamente.
- Ben tornata, cara Sofia!
Dalla strada si vede la sua testa ramata sparire dentro il negozio.