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SORTILEGIO TRA LE RIGHE

Un bagliore di speranza

3 min di lettura

E’ notte. L’appartamento è buio e Sofia e i due domestici dormono. La luce fioca di una lampada ad olio illumina solo il piano del tavolo. Rintanato nello studio, Alex è chino sul libro, intento a scrivere la sua storia. I suoi occhi sono alienati. 

Ancora una volta, il nero delle parole scava solchi, aprendo crepe che inghiottono Eduardo nelle più orribili crudeltà. 

Qualcosa in quel libro richiama lo scrittore in ogni momento, lo perseguita e lo spinge a scrivere storie orrende, che lui stesso non avrebbe mai immaginato di poter concepire. 

Da quando il misterioso libro è entrato nella sua vita, Alex non riesce più a dormire e le poche volte che crolla, immagini sconvolgenti interrompono il sonno. L’ultima, lo scuoiamento del protagonista, le urla, non riesce a toglierle dalla mente. Non comprende il motivo di tanta violenza.

Mentre scrive il macabro racconto, cerca di staccarsi dal libro, ma le sue mani rimangono incollate al pennino e scrivono con una volontà propria. L’urlo che lo strappa dal delirio, gli salva la vita.

- Cosa sta succedendo, Alex? Stai male? Ti sei ferito?

- Mi sono addormentato sul libro e ho fatto un incubo terrificante da cui temevo di non riuscire a svegliarmi!

In cuor suo sa che era perfettamente sveglio. 

Sofia, fin dal primo momento che Alex inizia a scrivere, capisce che la cosa non gli fa per niente bene. Lo sente più irascibile, teso, distante. Cerca in tutti i modi di assuefare questo interesse. Niente gli toglie questa dipendenza. Tutte le notti lo sente alzarsi di soppiatto dal letto, prendere il libro, e camminare invisibile nel buio verso lo studio, dove, dopo aver chiuso la porta, accende la piccola luce che con discrezione attraversa il profilo inferiore della porta. Sofia la scorge in lontananza dal corridoio, appoggiata alla porta della camera da letto e preoccupata rimane silenziosa a pensare al comportamento instabile del compagno. Ci sono delle volte in cui, esasperata dalla situazione e preoccupata per salute di Alex, corre a strappargli la penna dalle mani e a spingere lontano quel libro maledetto. Sa che il ragazzo, dopo un attimo di stupore, l’aggredirà con tutte le minacce e i ricatti possibili.

Lui non lo comprende, ma il motivo che lo tiene ancora in vita è Sofia, che con la sua insistenza riesce ad arrivare in tempo, a salvarlo dall’azione annientante del libro, che altrimenti, l’avrebbe già divorato. Ma questa non è la vera ragione, naturalmente.​

Questa volta Sofia lo trova a terra. Lo tocca e per fortuna è vivo. Spaventata manda un domestico a chiamare il dottore. L’uomo arriva nel giro di poco tempo.

- Dobbiamo portarlo immediatamente in ospedale.

Tutt’ insieme riescono a trascinarlo sulla carrozza del dottore. Sofia e il dottore lo portano di corsa all’ospedale.


La situazione è grave: un medico l’ha appena informata che il suo compagno è privo di sensi e che il suo stato vitale è molto debole. Appena ristabiliranno una situazione di equilibrio inizieranno ad indagare più a fondo sulle cause. Al momento il medico accenna che i colleghi non hanno diagnosticato ancora nulla e la invita a ricostruire un’anamnesi del paziente nel suo studio.

Nel tardo pomeriggio ritorna a casa. Un suo domestico prende il suo posto accanto ad Alex.

Mentre ritorna a casa, sente che la stanchezza ha un strano effetto su di lei. Si sente stordita, ma nello stesso tempo sa che potrebbe andare avanti senza cedere al sonno ancora per molto. 

Arriva, apre la porta e avverte la strana atmosfera di diverso che le rimanda la casa. Le imposte sono chiuse. Si muove per andare ad aprire quella della sala, poi va in cucina ed infine nello studio. Accende la lampada: il libro è sul tavolo, innocuo, immobile. Non le trasmette nulla, se non un senso di ripugno.Toglie lo sguardo da esso e si butta sul divano accanto alla scrivania dove si addormenta fino al tardo mattino.

Le luci attraversano la finestra per andare ad accarezzarle i capelli scompigliati, mentre lei si sveglia strizzando gli occhi. Cerca l’orologio appeso alla parete, per scoprire che ha dormito parecchio.

Nel pomeriggio ritorna da Alex che si risveglia. Le sue condizioni sono migliorate e risulta fuori pericolo.

- Buon giorno, tesoro! Ben svegliato! Ci hai fatto prendere un brutto spavento. Come ti senti?

- Bene. E’ passato quasi tutto!

- Veramente, il medico dice che sei fortemente debilitato, anche se non ne capisce la causa!

- Mi sento bene!

Dopo aver passato il pomeriggio in ospedale, rieccola a casa, davanti a quel libro ancora aperto, mentre aspetta che sia pronta la cena e che vengano a chiamarla.

Si siede lì dove si era seduto Alex l’ultima volta e inizia a sfogliare il libro.

In quel momento l’animo di Eduardo si accende, finalmente, di nuova speranza.


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