Il potere del talismano
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Sembra essere passata un’eternità da quando Eduardo è stato imprigionato in una dimensione sconosciuta, dentro il libro. Appena inizia ogni storia, il suo corpo si ricompone dal nulla, là dove lo scrittore decide d'inserirlo e dove lo sente palpitare, rabbrividire, soffrire e lo spinge verso situazioni estreme a combattere mostri, demoni, fantasmi, uomini altrettanto disumani, per sapere che comunque vada non avrà comunque scampo, morirà o in un’imboscata o sotto tortura o per condanna, quando giunto all’estremo delle forze si arrenderà.
Passano almeno due secoli prima che Eduardo acquisisca la consapevolezza di possedere il potere per sfuggire almeno all’oblio del limbo, in cui cade dopo ogni morte, tra una storia e l’altra. Poi si è rende conto di poter utilizzare la sua forza al di fuori delle storie.
Ricorda quando qualcuno,che non era sotto il potere del libro, aveva provato a leggere quello che lui disperatamente cercava di scrivere. Non riusciva a vederlo nitidamente, ma sentiva perfettamente la sua voce.
Ormai non fa che riflettere su come uscire dall’incubo a cui è condannato.
Sa che prima o poi riuscirà a diventare abbastanza forte per contrastare la forza oscura del libro.
A volte pensa a se stesso. In vita sapeva che sarebbe potuto morire per mano di una creatura dell’inferno, ma pensava alla morte come ad una fine di una caccia. Poi avrebbe riposato in pace, in eterno. Non immaginava un destino simile.
Delle mani scorrono lungo il bordo del libro. Eduardo ne sente la presenza anche se non riesce a vedere nitidamente nemmeno questa volta chi è. Sofia sfoglia, senza vero interesse, le pagine. Ogni tanto legge tra le righe.
- Di sicuro, gli autori di questo libro non vincerebbero mai un premio per la calligrafia.
Si solleva dalla sedia per aumentare l’intensità della lampada.
Eduardo la sente allontanarsi e riavvicinarsi, poi sente muovere ed infine il tonfo del libro che si chiude.
Sofia chiude e poi riapre il pesante libro per ricominciare a sfogliarlo dalla prima pagina.
- Vediamo, seriamente, di capirci qualcosa di questo libro.
Eduardo, improvvisamente riesce a vederla. Sente dei brividi lungo la schiena e sa che non è il freddo. È la prima volta che, da secoli, sofferma lo sguardo su una creatura luminosa e gentile.
La trova bella, aggraziata. I capelli castani, corti e un po’ mossi, la carnagione olivastra, gli occhi grandi, un po’ obliqui, anch’essi scuri, le labbra delicate e nello stesso tempo piene. Si chiede se si tratta di un angelo venuto a salvarlo.
- Eduardo dell’Elsa Argentata. Questo nome mi dice qualcosa.
Eduardo ha un sobbalzo. Comprende l’importanza di trovare il modo di aprire un ponte con Sofia.
Sofia prende dell’inchiostro e scrive qualcosa su un foglio che poi richiude. Con un campanello richiama l’attenzione dei domestici.
- Grazie Matin, lo faccia arrivare subito alla mia amica Ginevra.
-Sarà fatto immediatamente mia signora, nel frattempo la cena è pronta.
"Ciao Ginevra! Sei l’unica che potrebbe aiutarmi. Ho tra le mani uno libro misterioso che sembrerebbe avere una strana influenza su Alex che i medici hanno deciso di trattenere in ospedale ancora per qualche giorno per tenerlo sotto controllo. Tutta questa storia ha a che fare con quelle cose di stregoneria che piacciono a te e che, sicuramente, soltanto tu saresti in grado di interpretare. Per favore, vieni subito, sento che Alex è in pericolo. Ti aspetto. Grazie."
Finalmente arriva Ginevra. Le due amiche si accolgono con un abbraccio.
- Forza, fammi vedere di che si tratta!
- Si trova in studio!
Insieme si dirigono lì.
L’amica s’irrigidisce appena entra nella stanza. Tira fuori dalla sua borsa dei rami di timo essiccato, da loro fuoco e poi li spegne. Infine li agita per la stanza, con movimenti fluidi, recitando frasi strane.
Una volta terminato, va al libro.
“Mio Signore, pietà! Un'altra strega!”, esclama Eduardo mentre la vede avvicinare: è una ragazza, bella anche lei, con lunghi capelli neri e lisci. Ha gli occhi verdi.
Ginevra inizia ad ispezionare il libro.
- Questo libro è pericoloso: ha una forza oscura molto forte. Dobbiamo proteggerci con un incantesimo che ci nasconda, prima che attiri altre forze oscure. Hai del Sale? Lo so che stai pensando che forse passo il tempo con troppe fattucchiere e sui libri di stregoneria, però, se mi hai chiamato, in fondo, sei convinta che ci sia del vero anche tu. Allora, il sale?
- Sì! Il sale ce l’ho, nella dispensa. Lo prendo subito.
- Versalo a filo di ogni finestra e porta ci siano in casa. Poi farò l’incantesimo di copertura. Una volta fatto tutto potremo dedicarci al libro.
Sedute alla scrivania, con il libro chiuso sotto i loro occhi, Sofia racconta dell’effetto di questo su Alex.
Eduardo vede il libro richiudersi sopra di lui.
Poi si riapre ancora, sulla prima pagina.
Ginevra passa il dito sopra i segni lasciati da Lucilla.
- Si tratta di un potente incantesimo di stregoneria nera. Riesco a leggere il nome di Eduardo dell'Elsa Argentata, ma non riesco a decifrare i segni dell’incantesimo.
Lo so che ti sembrerà assurdo quello che ti dirò, ma questo libro è vivo e per sopravvivere attira uomini deboli e con un certo lato della personalità un po’ tetro, per nutrirsi della loro energia.
Tre secoli fa una strega molto potente che si chiamava Lucilla usava libri come questo, per trascriverci i suoi incantesimi e tenere lontano, allo stesso tempo, i cattivi intenzionati.
Andiamo avanti a sfogliarlo. Ma che schifo, ci sono scritte delle storie allucinanti!
Ma guarda cosa ha scritto anche Alex? Non gli conoscevo questo lato così sinistro! Ho capito subito che era stronzo, ma non così mostruoso!
- Beh! Io invece so da sempre che tu sei strana e non una strega!
-Ti devo fare un’altra rivelazione: anche tu sei una strega!
- Cosa? Che cosa stai dicendo?
- E’ una lunga storia. Adesso ti basti sapere che devi continuare a portare il tuo talismano perché è fondamentale per la tua sicurezza. Se quella donna sconosciuta, di cui parlava sempre tua madre, aveva insistito perché non te lo togliessi mai, avrà pure un motivo serio, anche se inspiegabile.
- Io stavo per vendere il mio.
- Non azzardarti a farlo!
Con questo commento lascia il libro aperto sull’ ultima facciata scritta a metà.
- Adesso occupiamoci del libro. Dobbiamo sbarazzarcene, ma soprattutto nasconderlo in un posto dove nessuno possa raggiungerlo. Sto pensando di legarlo ad un masso con una catena, per buttarlo in mare o in un pozzo!
- Non potremmo semplicemente bruciarlo con un falò?
- Credimi, non funzionerebbe!
Una scritta compare sulla pagina ancora bianca: “Aiutatemi per favore! Sono Eduardo dell…”, poi il libro si chiude con un colpo violento.