Introduzione
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Porto di Scoglio d’Oro, 1850 d.c.
Il tramonto, all’orizzonte, riesce a diffondere un senso di pace anche al mare, estendendosi fino ai moli del porto della cittadina, dove gli ultimi scaricatori stanno finendo di spostare le merci intorno ai giganteschi velieri. Tra carri e carrozze trainati da cavalli molti di loro si stanno già dirigendo verso le loro abituali taverne, dove dimenticheranno le fatiche della giornata annegandole in enormi boccali di birra e buon cibo.
Anche la frenesia sulle strade, intorno alle botteghe e ai banconi carichi dei mercati si sta dissolvendo. Dietro ad essi, inizia a farsi notare uno stravagante emporio, al cui interno risulta stracolmo di oggetti esotici ed antichi, tutti ammucchiati senza ordine, alcuni ammassati gli uni sugli altri. Altri ancora pendono disordinati dalle travi del soffitto. Giacciono ovunque si trovi uno spazio libero, lasciandone poco al passaggio di chiunque voglia addentrarsi in quella strana giungla polverosa. In fondo ad esso, in un angolo buio, tra tutti questi oggetti, non è facile notare un vecchio libro foderato con un tessuto di damascato nero, chiuso sugli angoli da eleganti inserti argentati.
Ma per le anime cupe non è così. Queste vengono attratte da una strana energia sinistra emanata dalla cupa copertina, quasi splendesse.
Nessuno sa che tra le sue pagine bianche vaga, da molto tempo, tra i labirinti del terrore, un’anima intrappolata da un maleficio, in cerca di una via d’uscita.