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SORTILEGIO TRA LE RIGHE

Il cerchio si chiude

9 min di lettura

Il colpo è così energico ed inaspettato che entrambe le ragazze scattano in piedi spaventate. Il rumore delle loro sedie segue quello del libro che si è chiuso. Ginevra indica l’oggetto.

- Ho capito, questo Eduardo è uno stregone che divora anime servendosi di questo!

La stanza inizia a tremare. Il libro si solleva ed inizia a roteare alto, sbattendo contro qualsiasi cosa incontri. Le due arretrano per proteggersi. Ginevra interviene gridando.

- Adesso basta!

Con un gesto del braccio lo scaraventa sul tavolo.

Il chiarore della stanza si affievolisce fino a diventare debole quasi fosse quello di una candela. Il libro si risolleva, lentamente, in piedi rispetto al piano del tavolo, all’altezza delle loro spalle. Ne esce una lama di luce che si diffonde intorno all’oggetto. La stessa, si allarga come un ventaglio, aprendo il libro su due pagine ancora bianche per poi spegnersi. Sulla carta si accende un punto di luce che si allunga morbido a scrivere altre parole: “M’inchino a voi, mie preziose signore, invoco la vostra attenzione”, si ferma qualche secondo, poi riparte a incidere col suo luccichio il foglio. “Sono Eduardo dell’Elsa Argentata, cavaliere della Santa Casta dei Protettori Celesti della Chiesa del Santo Sepolcro”.

Ginevra l'interrompe indispettita.

- Una congrega segreta: si occupava della cattura e della consegna delle streghe al Foro Inquisitorio! Si parla spesso della strage di tanti innocenti, ma mai di tutte quelle povere persone morte per causa sua. Noi siamo riuscite a sfuggirla scappando in oriente. Quando siamo tornate finalmente a casa, nella nostra bella Colle di Valsa, siamo dovute scappare ancora una volta, perché una strega impazzita ci voleva eliminare.

Era una notte d’autunno, stavamo viaggiando su un calesse, attraversando la campagna umida e silenziosa per raggiungere il nostro borgo. Ne vedevamo estasiate le luci. All’improvviso una lampo ci folgorò ferendoci entrambe. Non avevamo avuto neanche il tempo di comprendere cosa fosse stato, quando un secondo cercò di raggiungerci. Riuscimmo a nasconderci dietro il carro che aveva preso fuoco. Slegammo i cavalli che fuggirono tra i boschi. Vedemmo avvicinare una donna, era una strega nera: si avvertiva la sua energia negativa molto chiaramente. Contrattaccammo, ma senza grande successo! La stanchezza aveva indebolito i nostri poteri! 

- Perché ci state attaccando? Non vi conosciamo, non abbiamo mai fatto del male a nessuno!

- I miei tarocchi dicono che potreste farmene, invece!

- Cosa? 

Ginevra continua a raccontare con fervore quell’assurda storia.

- Sofia tu fosti scaraventata contro un masso e perdesti sensi. Io approfittai della distrazione di Lucilla che ti fissava per soffocarla. La lasciai andare quando capii che eravamo fuori pericolo. 

Corsi subito accanto al tuo corpo esanime vicino al masso. Per fortuna eri solo svenuta. Restammo nel bosco fino al mattino, fino a quando tu ripresi i sensi. Purtroppo il trauma alla testa ti aveva tolto parte della memoria. Ritornammo sui nostri passi, passando dove eravamo state aggredite. Il corpo della strega era sparito. Non c’era nessuno. Capii che se restavamo in quel posto eravamo in pericolo, contro qualcuno che non conoscevamo e soprattutto non comprendevamo. Decisi di rimetterci in viaggio. 

Così arrivammo nelle Isole del Nord, dove delle streghe bianche ci accolsero calorosamente tra loro per qualche secolo e ci regalarono questi talismani per nascondere la nostra vera identità e per proteggerci contro chiunque volesse farci del male.

- Ma se io sono vissuta così tanti secoli senza dei genitori, perché adesso mi ritrovo una famiglia?

- Sono stata io. Ti ho creato una copertura. Ho individuato una coppia che non avesse figli e parenti intorno, l’ho manipolata dicendo loro che avevano una figlia, che un giorno incontrarono una sconosciuta che gli aveva dato un talismano da non farti mai togliere, l’ho portata qui a Colle di Valsa, così da lasciarti vivere una vita normale. Nel frattempo, cercavo e cerco tuttora di capirci qualcosa di quello che ci è successo, oltre che a trovare un incantesimo che ti riporti la memoria e soprattutto, tutti i tuoi poteri.

Invece al nostro cavaliere, immagino che sia successo di essere stato preso al laccio da una strega a cui dava la caccia. Da cacciatore a preda! Io direi di lasciarlo marcire dov’è, così impara a non infastidire delle signore.

La pagina riprende: “E’ vero, quello che state dicendo è verità! Tutto questo è opera di una strega a cui ho dato la caccia. Lucilla, questo è il suo nome: mi ha ucciso e successivamente ha imprigionato la mia anima in questo libro maledetto. Da allora sono condannato a morire e risorgere all’infinito, attraverso le storie di scrittori stregati dal libro, per vivere i più orribili tormenti. Il libro, nel frattempo, si nutre con loro energia fino ad ucciderli. Vi scongiuro di non abbandonarmi, sono certo che voi rappresentate la mia unica salvezza. Se non volete farlo per me, almeno per quelle povere anime maledette!”

- Lucilla è la strega di cui parlavi prima, Ginevra! Anche questo libro sembrerebbe opera sua!

- Eduardo, che aspetto aveva questa inquietante strega?

La pagina rispose: “Era una donna magra, con capelli rossi e grandi occhi grigio-azzurri.”.

- E’ la stessa bastarda che ci ha aggredite! C’è una strana connessione tra noi, te e Lucilla.

-Esiste un modo per tirarlo fuori da lì?

- Sì, esisterebbe! Un incantesimo che riutilizzando gli stessi ingredienti dell’incantesimo precedente, lo sostituisca! Il problema sono le ceneri. Eduardo, sono passati quasi 5 secoli da quando voi vivevate su questa terra. Potrebbe esserci, da qualche parte, qualcosa a cui voi, vi sentiate ancora legato?

In Eduardo cade si spegne l’eccitazione. Tutto quel tempo non ha più un significato, però sente che l’ha allontanato da tutto ciò che gli apparteneva. Avverte il vuoto ovunque, intorno a se. Ripercorre i ricordi con rimpianto misto a disperazione. La sua famiglia d’origine, la madre e i fratelli, quand’era piccolo, le terre paterne. Il padre era sempre lontano, al servizio dei Signori del Santo Sepolcro, il comando della Santa Casta dei Protettori Celesti.

Poi la partenza da casa, la vita militare ed infine la cappella e il momento in cui lo nominarono cavaliere. La croce incastonata che baciò al giuramento! Era il motivo per cui aveva consacrato la sua vita! Il solo pensiero gli infonde nuova energia! Allora ritorna a scrivere: “La croce della mia consacrazione, è il simbolo della nostra congrega e missione: si trova o si potrebbe trovare nella Chiesa del Santo Sepolcro. Davanti all’altare, c’era una fessura sulla pavimentazione, in cui noi cavalieri infilavamo la nostra spada, inginocchiandoci. Questa apriva un’entrata che portava al nostro santuario. Se c’è, la troverete là.“. Le due donne si guardano.

- Eduardo, tre secoli fa accadde che un archibugiere spagnolo tentò di sparare contro l'immagine sacra, ma il suo archibugio scoppiò e finì per uccidere il soldato stesso, lasciando integro il busto della Madonna, distruggendone però le braccia. La scultura divenne subito un simbolo: fu venerata, ed alla Madonna vennero attribuiti diversi miracoli. Si decise pertanto di costruire un santuario, all'interno del quale custodire la sacra immagine. Non so se esiste ancora questo vostro santuario. Però la croce, forse, so come raggiungerla. Allora! Non possiamo lasciare il libro incustodito, dobbiamo portarcelo dietro. Dobbiamo nascondere anche lui con un’ incantesimo. Sofia, andiamo in sala!

Sul pavimento, dove disegna un cerchio e segni magici, accende delle candele bianche e vi posa il libro. Recita qualcosa. Nella stanza arriva una folata il vento che fa alzare le pagine. Poi tutto torna come prima. 

- Fatto! Non durerà a lungo, nel frattempo possiamo andare. Prendilo tu, il libro, Sofia, io devo guidare la carrozza.

E’ tarda serata quando una carrozza si ferma davanti ad cancello di ferro battuto che viene aperto, poi riparte per entrare in un viale, dove in lontananza, si scorgono le finestre illuminate in un tipico casale contadino immerso nella campagna. Due donne scendono dal veicolo e si avviano verso la casa. Una di loro porta un grande sacchetto, l’altra suona il campanello della porta. Si sente la voce di un uomo anziano rispondere.

- Chi è a quest’ora? Cos’è successo?

La porta si apre di qualche centimetro. Il volto di un vecchio grinzoso le osserva con sospetto.

- Ginevra, cosa succede?

- Buona sera Japoco, ho bisogno del tuo aiuto!

- Entrate, prego! Benvenute a casa mia!

Apre la porta. Mentre entrano vedono l’uomo appoggiare un fucile al muro.

- Sapete, ultimamente si rischia di fare qualche brutto incontro. Qui in campagna, lontano da tutti!

- Rassicurante! Jacopo lei è Sofia. Sofia lui è Jacopo.

I due si stringono la mano. Poi tutti assieme si accomodano al tavolo massiccio che domina, all’entrata, la stanza.

- Jacopo siamo qui perché tu sei forse l’ultimo discendente di quelli che una volta appartenevano alla casta dei cavalieri “Protettori Celesti” e che poi pentiti, hanno dato asilo e sostegno a chi veniva ingiustamente torturato e giustiziato nel nome della Chiesa. Anche lei è una strega bianca, purtroppo un brutto incontro con una certa Lucilla, le ha fatto perdere la memoria e con essa, la conoscenza della magia. Ho bisogno di te per trovare la croce incastonata che si usava durante la cerimonia delle investiture. Adesso tieniti, arriva il pezzo forte! Abbiamo con noi un libro, è una creatura della magia nera, ma al suo interno è stato imprigionato l’anima di un certo Eduardo dell’Elsa Argentata, costretto a subire orribili tormenti per mano della strega. La croce è l’unico elemento che potrebbe liberarlo da questa condizione.

- Conosco questo nome, era un cavaliere di grande fama, veniva nominato spesso nel passato, purtroppo scomparve nel nulla, inseguendo questa Lucilla e di lui non si seppe più nulla. La croce di cui parli non so dove sia, era patrimonio della Casta e sparì con essa quando questa venne sciolta.

C’è un attimo di silenzio. Subito dopo una forte esplosione spalanca la porta. Jacopo corre a prendere il fucile, una saetta lo colpisce sbattendolo per terra. L’uomo rimane steso a terra: è morto.

- Due piccioni con una fava, bene!

- In mezzo alla polvere si vede sbucare fuori una donna.

- La proprietaria del negozio di antiquariato!

- Già! Appena ho capito chi eri, avrei potuto ucciderti anche subito, ma poi avrei avuto tra i piedi quella seccatura della tua amica!

- Pensare che anch’io mi ero quasi persuasa di essermi sbarazzata di te! Però, una curiosità, si può sapere, che diavolo vuoi e a questo punto, chi è lei?

- Le mie carte dicono, che è una lontana consanguinea della famiglia del bel cavaliere che ho intrappolato nel mio libro. Ecco il motivo del mio accanimento su di voi. Intanto mi riprendo il libro. 

Scaglia per terra Sofia, che sbatte violentemente la testa e con un gesto del braccio e gli strappa ciò che la ragazza si ostina a trattenere tra le mani. Ginevra devia subito la direzione, riportando il libro verso Sofia. Lucilla la blocca con un’ondata di fiamme che le ustionano il braccio. 

- Porta via il libro!

Sofia invece rimane seduta a terra, lo sguardo perso nel nulla. La strega dagli occhi di ghiaccio sorride schiacciando Ginevra contro il muro con una pressione invisibile. 

- Adesso, posso riavere il mio libro? 

- Certo!

Risponde Sofia, questa volta in piedi. Mentre giaceva seduta sul pavimento, aveva sentito improvvisamente, tutti i ricordi attraversarla come una onda rigenerante. Ora, con tutta la forza dei poteri riconquistati, paralizza l’avversaria, tenendola sospesa dal pavimento, poi con il gesto di una mano le disegna intorno un cerchio di fuoco. Con il libro in mano attraversa le fiamme senza riportare ustioni. L’altra mano solleva un coltello che teneva nascosto dietro la schiena. Si avvicina alla nemica fino a sfiorarla. Con la lama si apre una ferita sul braccio che contiene il libro.

- Con questo incantesimo io, Sofia Delle Lande, sciolgo te, Eduardo dell’Elsa Argentata per sempre da questo maleficio!

Le fiamme si chiudono rapide ed alte sulle due donne fino a divorarle completamente per poi disperdersi in mille scintille!

- Nooooooo!

Ginevra urla sconvolta, incapace di raggiungere in tempo il fuoco.

Le scintille si accendono fino a formare una luce che rischiara tutta la stanza. Al suo interno appare la figura di un giovane dai lineamenti delicati, che le sorride con gratitudine e che, con un inchino, scompare.

La luce scompare e rannicchiata si vede Sofia che, esausta, alza lo sguardo verso l’amica. 

- Il talismano, c’era un motivo se non dovevo mai togliermelo!

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