Il regalo di una strega
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Borgo di Valsa, 1400 d.c.
Nel cielo un falco taglia, con ampie falciate, l’aria sconfinata e priva di ostacoli quando finalmente, si tuffa planando sulle morbide e verdeggianti colline che circondano le solide mura del borgo di Valsa, che sovrastava le foreste che incorniciavano le sue terre. Dal basso una lepre sente scivolare rapido verso di lei l’ombra del predatore ed inizia a correre. La foresta è lontana da raggiungere, la sua corsa disperata contro il tempo è un'assurda lotta per la sopravvivenza. All’improvviso si sente dolorosamente afferrare e sollevare. Forse ormai è finita, ma lei si dibatte nell’ ultimo disperato tentativo di sfuggire alla sua fine. Il falco, si allontana con perfetto controllo verso l’alto. In lontananza, un uomo a cavallo che rincorre una donna fugge correndo, mentre s’inoltrano entrambi tra gli alberi della foresta.
Eduardo dell’Elsa Argentata, cacciatore di demoni e streghe, cavalca all’inseguimento di Lucilla, una strega molto potente, quanto pericolosa, cui da la caccia da diversi anni.
Lui è il più giovane di tre fratelli appartenenti ad una ricca casata nobile e la legge lo priva del diritto di possedere terre e ricchezze da ereditare, ma non del desiderio di fama, avventura e gloria. Il suo fisico vigoroso e il suo aspetto aggraziato lo aiutano a farsi notare nelle corti che l’ospitavano. È alto, i suoi capelli castani, che ama sempre raccogliere in una coda, mettono in mostra il suo viso, sempre curato e i lineamenti delicati. Lunghi ed estenuanti periodi di allenamenti, tra spade, battaglie e servizio militare, fortificano i suoi muscoli e la sua determinazione. Infine, diventando cavaliere, entra in una congrega segreta di uomini che come lui alimentano le stesse ambizioni e consacra la sua vita allo sterminio di esseri infernali.
Giostrandosi tra gli alberi della foresta, Edoardo galoppa col suo cavallo corvino, quando viene assalito da fiamme altissime che avrebbe divorato entrambi se avessero proseguito oltre. Il cavallo impazzito lo disarciona e lui, cadendo, picchia su un fianco. La gamba e la spalla sinistre lo paralizzano dal dolore. Resta sdraiato ed immobile fino a quando le fitta non allentano la morsa. Ormai è fatta, non raggiungerà più la strega, almeno, non in quest’ occasione. Si guarda intorno. Vede il cavallo. Si solleva da terra, quando un'ombra inaspettata gli si para di fronte. È Lucilla, bellissima e nello stesso tempo davvero inquietante. Non l’ha mai vista così vicina prima d’ora. Sopra il pesante mantello le ricadono lunghi capelli ramati che l’aria si diverte a scompigliare. Due occhi di ghiaccio lo fissano come se si trattasse di un interessante animale da circo.
- Eccovi ancora qui, mio cacciatore. Ho calcolato male il regalino che vi avevo offerto poc'anzi: vedo che siete ancora in vita. Le fiamme non hanno intaccato il vostro bel visino.
- Le fiamme divorano solo i dannati come voi. Vi stavo inseguendo per farvi conoscere subito il fuoco dell’inferno. Il vostro futuro è destinato a finire per sempre tra le fiamme e il tormento, che avete scelto voi stessa, facendo un patto col Maligno!
- Non temete per me, preoccupatevi piuttosto per voi, che conoscerete i tormenti dell’inferno prima di me, sono qui per questo.
Lui fa per attaccare, ma un incantesimo lo paralizza. Lucilla solleva le braccia e pronuncia suoni sconosciuti. Nello stesso istante Eduardo viene sollevato e le sue braccia vengono aperte a formare una croce. La predatrice gli si avvicina sinuosa, le sue mani gli sbottonano la giubba di pelle e slegano i lacci della camicia, finendo per accarezzare il petto dell’uomo con gesti canzonatori. Anche i suoi occhi lo scherniscono. Poi prende un pugnale dalla bisaccia che nasconde sotto il mantello senza staccare gli occhi da quelli di lui. La punta della lama è affilata e le basta una leggera pressione per tingere di sangue la pelle dell’uomo.
La vittima, imprigionata dall’immobilità, non può nemmeno gemere, intanto un nuovo movimento apre un’altra piaga dolorosa che inizia a sanguinare più generosamente.
- Scusate il fastidio, mi occorre più sangue!
Con queste parole la donna si gira e si allontana per andare a cercare qualcosa dentro un sacco che giace abbandonato dietro un albero. Ritorna con un libro voluminoso dalla copertina nera tra le braccia. Eduardo riesce a sgranare gli le pupille. Con un gesto misurato e lento la strega disegna un cerchio invisibile attorno a loro. A questo punto apre il libro. Le sue pagine sono bianche. Allora solleva la mano libera e la intinge col suo stesso sangue ferendosi con la lama del pugnale che impugna. Con quell’ inchiostro scarlatto inizia a macchiare il bianco candore delle pagine tracciando simboli esoterici.
- Eduardo dell’Elsa Argentata, io vi maledico e con quest’incantesimo incatenerò la vostra anima a questo libro avido di anime oscure. Scriverò io la prima storia e con essa avrà inizio il tormento infinito della vostra vita ultraterrena. Risorgere e morirete tra infiniti
tormenti di ogni storia. Tra poco userò le vostre ceneri imbrattate del mio sangue per suggellare tutto questo!
La lama gli trafigge con violenza il cuore.
Dal torace si apre un incendio che in pochi attivi divora tutto il corpo. Lucilla raccoglie le ceneri, ne mette un po’ in una piccola ciotola, il resto in un’ampolla. Mescola le prime con del suo sangue. Prende un pennino e scrivendo, come preannunciato, formule magiche sul libro, sigilla la sua volontà.
Infine scrive sulla prima pagina:"Le fiamme continuarono a straziare la carne di Eduardo anche dopo la morte!"
- Benvenuto all’ inferno! Da stasera sarai il mio principale divertimento!
Con il libro sotto braccio si allontana ridendo diabolicamente.