VERSI E SENTIMENTO - 13
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CON LE SÙGHERE E GLI ULIVI
Fra mare e monte c’è la mia collina
e fra gli ulivi vaga il mio ricordo.
Più in là è la sughereta e quelle querce
m’han visto bimba che correva scalza
e un po’ selvaggia assieme ai compagnucci.
Dal solleone l’ombra mi ristora
e mi dà modo sogguardar dabbasso
le sterpi gialle e secche con un grillo
e fila di formiche a far provviste.
Ma il mare è là e incupito, tutto mosso,
sta a far contrasto al colle tanto in pace.
Avanza la tempesta e son rapita
da quel grandioso quadro c’ogni istante
mi raffigura il golfo variamente
solcato dalla pioggia, vento e lampi.
Fra il grigio e il blu dell’onde va un vascello
che balla in quel marasma quasi a sfida
per rimanere a galla. Ora ritorno
al mio presente eppure ancor mi sforzo
di rammentare ancora. Io a palpitare
per quelli in mare. Penso spaventata
che la natura ha sempre il sopravvento
e ch’è azzardo affrontarla ogni momento.
Valeria Giulietti
VOCAZIONE
Mi piace prodigarmi. È una missione
cui son vocata e m’empia l’esistenza.
Se vogliono una man la mia c’è sempre
con dolce viso ad allietar dattorno
e alla bisogna accorrer per sollievo.
Dimostrare benvolere ed amicizia,
con più pretese, viene ripagato
con frecciatine intinte dentro il fiele.
Vorrei che il mio sorriso mai si adombri,
ma a tali prepotenze con rimpianto
di tristezza e scontento ognor velato
mi vien lo sguardo mentre all’altrui pene
attendo ancora senza mai stancarmi.
Mi par però pesante come un masso
il mestiere di vivere in tal guisa
mentre chi mi tormenta con orgoglio
infierisce con l’animo leggero.
La mia missione data da fanciulla
e quando accenno questo a ricordare
sento il pensiero ognor più vago e mesto
mentre il passato lungi si sbiadisce.
Combattiva ero pur con l’innocenza
ma di ciò resta vaga un’apparenza.
Valeria Giulietti
(Vi do appuntamento a giovedì prossimo, 31 maggio con altri versi.)