Senza titolo
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È passato tanto tempo dall’ultima volta che ti ho visto vivere:
ti stavo già perdendo
e non lo sapevo.
Ero distratta,
lo sono stata
per tutti questi anni.
Ma il tempo,
dicevi tu,
è solo una dimensione dell’anima;
di quest’anima sciocca che oggi
piange, si gonfia, si contorce,
come una pianta che affoga al buio.
Ma proprio oggi
come un amo lanciato attraverso il tempo
tu mi hai riportata indietro
o forse -non è la stessa cosa?-
mi hai trascinata avanti.
Oggi ho ritrovato la tua immagine
che non avevo perso, né mai cercato:
non l’ultima, ma l’unica:
tu in piedi, accanto a me
mi parlavi e poi
chissà perché
ascoltavi…
Con fiducia piantavi il raccolto
che solo oggi io mieto.
Sotto la corteccia
-non è secca!-
io sento fiorire i germogli,
la tua eredità, per questo lungo tempo da vivere.
Proprio tu, che ne avevi così poco,
mi hai lasciato così tanto
che potrebbe bastarmi per una vita intera.
Mi hai provato infine
che il tempo non è niente, se non un’idea
da ribaltare a piacimento,
foss’anche con la luce di un solo minuto di pienezza.
Hai vinto, hai schiacciato il nemico spietato,
e vinto è il suo gemello,
lo spazio che separa e dissolve i corpi.
Io non so
in quale altro dove tu sia
ma oggi
sei in me.