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UNA VITA, UN GIARDINO

Futuro

1 min di lettura

"Ricordi? Sotto i portici di un'età sfumata

mangiavamo ciliegie e parlavamo del futuro.

Innocenti, non sapevamo nulla.

Proprio come ora".

 

"In questo sta la dolcezza dell'età:

cullare dentro al cuore

il desiderio di un altrove che non c'è".

"Eppure siamo qui, e sentiamo,

e al ricordo rabbrividiamo".

"È colpa di questa notte accesa;

della luna puntata contro i nostri balconi,

della mente lanciata al galoppo contro i suoi bastioni.

È solo un sogno, domani sparirà".

"Ma domani è già oggi,

e il sogno è realtà;

per stanotte lasciami andare,

lasciami credere che sia tempo di ricominciare".

"Non so più se sono sveglio in questo oggi

o ti sto seguendo sulla linea del domani;

forse in questo sta la grandezza dell'età:

ostinarsi a vivere

questa vita a metà".

"Alzati, allora, te lo faccio vedere:

non c'è silenzio in questa notte delle streghe.

Senti i sussurri dei grilli e delle rane;

senti l'elettricità correre tra le nuvole strane;

ascolta i messaggeri del mattino

cantare gli ultimi sogni tra le fronde del giardino.

 

 

Sembra notte, e invece è già giorno:

raccogli il coraggio e scriviamo il ritorno"

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