Malia
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Eterne cicale,
evanescenti ammaliatrici,
avete un corpo
o siete solo voce?
Voi avete barattato la vita
con la musica,
furono gli dei a stregarvi, per premiare la vostra passione.
E ora, finalmente libere,
spandete il vostro incantesimo
così dolce e temuto
nelle campagne bruciate dal sole.
Cosa sussurrate agli uomini?
Qual è il mistero che non cogliamo,
e che ci fa sciogliere le gambe,
rallentare il cuore?
Ah, poveri noi, non lo sapremo mai.
Distratti vi perdiamo
nell’esplosione di un’estate.
Che colpa abbiamo
se non sappiamo vivere
sempre cantando
nell’estate?