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UNA VITA, UN GIARDINO

Malia

1 min di lettura

Eterne cicale,

evanescenti ammaliatrici,

avete un corpo

o siete solo voce?

Voi avete barattato la vita

con la musica,

furono gli dei a stregarvi, per premiare la vostra passione.

E ora, finalmente libere,

spandete il vostro incantesimo

così dolce e temuto

nelle campagne bruciate dal sole.

Cosa sussurrate agli uomini?

Qual è il mistero che non cogliamo,

e che ci fa sciogliere le gambe,

rallentare il cuore?

Ah, poveri noi, non lo sapremo mai.

Distratti vi perdiamo

nell’esplosione di un’estate.

Che colpa abbiamo

se non sappiamo vivere

sempre cantando

nell’estate?

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