III
3 min di lettura
Una mattina di lavoro come tante nel suo piccolo ufficio. Marco è un uomo a cui piace fare tutto da solo. Aveva sopportato solo per quattro o cinque anni colleghi arrivisti e capi prepotenti. Poi si era creato una sua cuccia, una tana dove aveva tutto sotto controllo: un locale su strada con un piccolo sottoscala. Tra le tante mail spunta quella di Luca. Dopo quattro o forse cinque anni di silenzio. La cosa meritava sicuramente una levata delle sue folte sopracciglia. La segna e passa al disbrigo di pratiche correnti. Vuole gustarla con il tempo e l'attenzione che merita un vecchio amico. Dopo l'invio di qualche mail ai clienti più assidui e molesti, Marco apre curioso la mail di Luca. Colpito per qualche misterioso motivo dal logo del sito, l'amico si era ricordato di lui tanto da farsi vivo dopo così tanti anni proponendogli una piccola rimpatriata, limitata per ora a loro due, ma che si sarebbe allargata presto anche agli altri amici. Marco, si fermò a guardare lo schermo, fece un grosso sospiro e poi buttò giù una risposta: gli avrebbe fatto molto piacere rivederlo (anche se in verità avrebbe dovuto fare un grosso sforzo per vincere la sua misantropia), compatibilmente con gli impegni di lavoro e familiari di entrambi. In questo modo si teneva aperta una via di fuga, uno schermo dietro al quale nascondersi. La risposta arrivò entro poche ore: Luca chiedeva all'amico di stabilire lui stesso ora e luogo. A quel punto era chiaro che non avrebbe potuto ripararsi dietro un pretesto. Tra l'altro l'amico gli scriveva di volergli chiedere un preventivo per un lavoretto e un preventivo non si rifiuta a nessuno.
All'appuntamento arrivò puntuale e trovò Luca che lo stava già aspettando. In un tardo pomeriggio autunnale, quando le giornate cominciano ad accorciarsi e a rinfrescare, due vecchi sodali siedono a un tavolino. Si parla del più e del meno, di amici comuni scomparsi e ricomparsi, di mogli e figlie (quelle di Marco) ormai quasi adolescenti. Marco si lasciò intrappolare volentieri in quella ragnatela di ricordi sbiaditi e lontani. Si immergeva in quel fiume che scorre a ritroso, apparentemente placido e benevolo ma in realtà pieno di insidie, insieme all'amico. Luca raccontò di essere tornato da poco nello stesso luogo dove avevano passato quelle notti, in cerca di quel bungalow dove avevano dormito tutti insieme molti anni prima. Fecero l'appello di tutti i presenti e gli assenti. Avevano perso le tracce dell'unica coppia, Peppe e Maria. Di loro non avevano saputo più nulla. A un tratto, quando nei loro discorsi comparve l'unicorno, un velo di tristezza li avvolse si materializzò tra di loro sotto forma di un freddo silenzio. Senza dichiararlo apertamente, entrambi gli amici intuirono l'accaduto: quella notte quel bianco bagliore era apparso a tutti e due sotto quel tetto di paglia. Proprio nel momento in cui la loro vita era piena di progetti e di speranze, quando Luca aveva cominciato a scrivere le prime poesie (dove l'unicorno venne nominato spesso) e aveva già in mente la trama per un paio di romanzi, mentre Marco si era procurato una macchina fotografica con la quale aveva cominciato a scattare le sue prime foto artistiche, poco prima di partire per il militare. In caserma poi avrebbe conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie e la sua vita avrebbe preso un'altra strada.
Ma torniamo ai nostri due amici seduti ai tavolini in una serata d'autunno. Nei loro silenzi è racchiuso il segreto, al quale si sono avvicinati fin troppo, attirati da quella luce come fanno le falene d'estate che volano intorno a una lampada fino a bruciarsi le ali.
I due amici si sentirono nudi e imbarazzati, ma presto quel triste silenzio fu rotto dal clacson di una macchina. Decisero quindi che era giunta l'ora di separarsi, non senza essersi ripromessi di vedersi presto insieme a Giovanni, che Marco aveva casualmente incontrato qualche mese prima. La trappola era scattata e il germe del dubbio e della curiosità li aveva contagiati. Qualcosa li spingeva ad andare avanti, a cercare, a scavare. A una unica singola volontà se ne era aggiunta un'altra. Un fantasma stava prendendo corpo.