AGOSTO E’ GIUNTO
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AGOSTO E’ GIUNTO
Agosto è giunto , improvvisamente si sente un odore di brace. Tante storie, connesse , come se fossimo caduti , tutti in un fosso , dove si rincorrono i giorni , ogni sogno ed ogni ricordo, come se fossimo parte di un silenzio irreale che si forma in seno alla vita , che arde e non si spegne mai che sale dentro il fumo , verso un nuovo agosto , nell’arrosto che brucia, mentre la gente corre a bagnarsi al fiume . In molti , portano i figli al mare li portano con i loro turbamenti di donne gravide , di donne che si aprono ad altri intendimenti , in questo canto che si eleva verso il cielo , oltre la linea dell’ orizzonte , verso il ripetersi delle albe . Tutti uniti , tutti divisi, tutti fatti ad immagine di un piccolo Dio che tiene in mano il mondo con le palle.
Qualcosa brucia , nel sangue e non ti lascia in pace, un pugno di rabbia che ha il suono tremendo di un vecchio boato: Qualcosa di profondo che ti conduce in fondo ad un altra storia ad un altro amore, attraverso un viaggio ove è facile immaginare ci sia una nuova terra per poter credere che tutto sia ancora vero. Ed avrei , voluto tornare indietro al tempo delle mie canzoni felici , quando giocavo con la mia vita ed i miei versi , dolci come le ciliegie , quando credevo tutto sarebbe stato facile come volare, fingere che ci fosse un senso per essere e divenire.
Qualcosa è crollato , strada facendo , qualcosa è esploso qualcuno ha urlato basta . Quel qualcosa mi ha trattenuto sotto questo ponte , dentro questa stanza , con tutte le mie sconfitte che fanno parte di me stesso , parte del mio sesso , del mio senso, che si ordina nell’ossesso di molti idoli e in molti intimidenti vari perduranti nella loro fenomenologia nella loro , vaga logica poetica da quattro soldi.
Grandi idee di pace vendute ad un re africano , ad un saggio bramino ad un clown del circo Orfei .
Un treno è passato . Agosto. Che caldo, che fumo, che odore di brace. Quanti morti , passeggiano in piazza stamane, vanno in giro per questa città in questo labirinto, fatto di sesso a buon mercato , ossa gettate nel fosso della logica dei fatti ove ogni verità si tramuta in una serpe nera che striscia e mi conduce in questo canto , verso altre avventure ed altri viaggi , altre immagini , altri amori , tutti legati alla morte vestita da signora perbene .
Non ci vuole molto a capire che è stata una strage, un contagio premeditato , non ci vuole molto a capire che niente, niente è cambiato , siamo rimasti in pochi , oramai a crederci Ad essere spinti dal vento della modernità ma il prezzo da pagare risulta sempre troppo alto , siamo finiti in faccia ad un palo dopo una notte passata per strada, percorsa all'incontrario verso quell’illusione che rattrista l’animo , rende il vivere inerme . Da quel quarto piano, di quel palazzo qualcosa è accaduto , qualcosa ha cambiato questo vivere nell’eco di mille note , velate dall’inverosimile , dall’essere se stessi , nello spettacolare circolo delle reincarnazioni. Attraverso il circolo della vita e della morte emerge un profondo significato di ciò che siamo, di ciò che siamo stati.
Da quella finestra è apparso un folle , da quella finestra un cristo , mi ha salutato in vestaglia , con una bottiglia di birra in mano , mi ha sorriso , mi ha augurato di capire e di vivere tanti anni ancora , ma la morte è figlia dell’illusione dell’essere , uno e trino. Parte di una parabola , sgonfia che se viene abbuffata , si gonfia sempre più , tanto , tanto come i coglioni del portiere dello stabile che ignaro continua a scrivere sul suo quaderno degli appunti , la sua vita dolente, le sue afflizioni , la sua infezione progressiva. E se tutto si compirà , lui morirà, forse diventerà un angelo, forse un diavolo. Mentre i tanti condomini del palazzo continueranno a volare intorno alle loro illusioni . La musica , ci trascina verso varie leggende , verso l’iperbole della bellezza, ebbrezze , forse, verso tante tristezze. E mentre siamo qui a raccontare in coro l’ennesima stronzata .
Un treno è passato. Agosto. Si muore di caldo e di sudore.
Si muore ancora di guerra non certo d'amore,
si muore di covid , si muore di solitudine
più o meno di stato, si muore di colpo , si esplode,
si piange, si urla. Un treno è passato, agosto è apparso già vecchio , il senso del sesso , la sabbia ritorna a scorrere nella vecchia clessidra , scandisce la sorte dell’essere , quelle immagini perdute di un amore fatale , di una giovinezza ferma dall’altra parte della strada.