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Terra mia

Terra mia

1 min di lettura

 Un giorno suo padre le parlò:

«A breve ti sposerai! Siamo troppo poveri ed è arrivata l’ora che tu vada via da questa casa!» Mallena lo supplicò, invano:

«Vi prego, permettetemi di trovarmi un lavoro! Non mandatemi via!»

«Ti ho trovato un marito che non ti farà mancare nulla. È un vedovo di trent’anni, ha bisogno di una moglie. Ti prende anche se sei povera, senza corredo e il matrimonio lo paga lui! Lo seguirai in continente, avrai dei figli e ti dimenticherai di noi e del posto in cui sei nata!»

Mallena piangeva giorno e notte, non voleva lasciare quel paese per lei diventato un grembo che l’aveva protetta, sostituendo l’amore scontato che ognuno dovrebbe ricevere da chi lo mette al mondo. Il giorno in cui doveva arrivare il suo futuro marito per conoscerla, raccolse il mazzo di fiori più bello che riuscì a trovare, lo lasciò sul suo misero giaciglio come ricordo e si diresse verso il pozzo isolato del paese. Mentre si faceva coraggio per buttarsi di sotto e così mettere fine alla sua vita pensava:

– Meglio la morte che vivere senza sentire il profumo di quest’aria, dove cresce la mia erba. Io qui posso vivere anche defunta, pure sotto terra sentirò il sole che mi riscalda. Riuscirò a vedere i fiori ogni primavera e a sentire la neve candida ogni inverno, che mi coprirà come un manto di pace. Io diventerò la terra stessa, in lei sempre vivrò!

Con questi ultimi pensieri verso la sua amata casa si buttò nel pozzo oscuro.

L’anima di Mallena è oggi diffusa per tutto il paese. Si sente nella la brezza fresca che arriva dopo il caldo afoso, nel raggio di sole che riscalda l’inverno, nel vento che saluta dalle montagne.

Sempre qui dimora, finalmente in pace.




Commenti

1 commento

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  1. Ale zanax

    Ottimo ben fatto