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Terra mia

Dove vivo è ciò che sono

1 min di lettura

 Trascorse molto tempo da quel giorno, Mallena aveva ormai quindici anni, tutti passati a soffrire per l’amore mancato di quei genitori che invece ogni giorno l’avevano rinnegata. Si era sempre sentita come il giorno in cui era nata, quel 29 febbraio che esiste solo ogni quattro anni. A lei sembrava però di non esistere mai. L’unica sua gioia, la sua consolazione e felicità era il suo piccolo paese, in cui si sentiva a casa. Conosceva ogni scorcio, ogni stradina e ogni angolo. Amava il cielo terso, che pareva dipinto da madre natura, i raggi del sole che facevano risaltare il castano dorato dei suoi occhi e sembravano accarezzarla quando le si posavano in viso. La sua terra era la sua ombra, il suo cuore era per i prati verdi anche in piena estate, per la fontana dove raccoglieva l’acqua che le faceva pensare al mare mai visto. Ogni suo sorriso era per i fiori colorati che si appuntava nei capelli, lei che non aveva nemmeno un fazzoletto per proteggersi dal sole. Era nata povera ma si sentiva ricca per via del luogo in cui viveva, non aveva scarpe ma a piedi nudi sentiva la terra aspra che ai suoi occhi rifioriva e si plasmava in lei.

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