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Terra mia

Maledetta

1 min di lettura

 Annica arrivò con la bambina. La vecchia aveva aiutato altre donne a partorire, l’indigenza e la povertà la impietosivano ed essendo di buon cuore cercava di assistere chi poteva. Quando Mallena sgusciò fuori dal ventre di sua madre, Annica si accorse subito che la neonata portava sul collo, invisibili ad un occhio inesperto, dei piccoli graffi rossi che parevano marchiati a fuoco. Per una donna come lei, nata e cresciuta sul tetto della Sardegna, era impossibile non conoscere il significato di quel segno: era l’impronta lasciata dagli artigli della coga, la strega sarda, che quando ci riesce, non potendo avere figli suoi, prova a strappare il bambino alla madre durante il parto. Nessuno la vede perché ha il potere dell’invisibilità e può farlo solo con i bambini che non sono desiderati, infatti l’amore materno la scaccia; se la coga non riesce a prendere il bambino lo maledice. Annica rabbrividì e pensò: – Segno di grande sventura è questo! Vita infelice l’aspetta! La madre di Mallena guardò il frutto delle sue viscere come si osservano le sciagure e capì che quella bambina non l’avrebbe mai amata.



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