Al lettore
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Al lettore
Carissimo lettore,
Voglio innanzitutto ringraziarti profondamente. Tra le follie quotidiane, in mezzo a così tanti impegni, bisogni, distrazioni, doveri e piaceri, hai scelto di prendere tra le mani un libro, nello specifico questo, e di leggerlo. Permettimi di essere franco: è questo un favore che fai a me personalmente, più che un evento degno di merito.
Il libro che ho l’onore di presentarti è una raccolta di tre racconti brevi che recita nella copertina il nome “Le cronache del sogno”.
Non posso nasconderti l’imbarazzo e la fatica che mi porta ad esporti questo sottile libro, ho molto a cuore il tuo parere e da sempre temo di non essere stato, nell’esecuzione, abbastanza efficace nel comunicarti stati d’animo, dubbi e la congenita condizione che unisce tutta l’umanità, ovvero l’incapacità di comprendere. Perché in fondo questa raccolta vuole spingersi oltre ciò che tu, come me - posso immaginare - vai di solito cercando in un libro: una bella storia da raccontare.
Vorrei ardentemente, attraverso questo meraviglioso artificio e codice che è l’arte della scrittura, concedere tra le variopinte sfere del quotidiano, fatte fin troppo spesso di impegni, di mancanza di tempo, di sottili obblighi e di inconsce distorsioni, un piccolo spazio di riflessione. Il fatto, poi, che tu mi conceda l’onore di prenderti questo piccolo spazio in compagnia delle parole che per te qui espongo mi riempie solamente di gioia ed euforia.
Non è mia intenzione annoiarti più del necessario, dunque punto direttamente alla sostanza: i tre racconti sono una fugace escursione nell’inafferrabile mondo delle distorsioni, fatto di riflessi, di sogni ad occhi aperti, di stati alterati della percezione. Se pur per definizione imprevedibili, queste distorsioni posseggono nel loro sostrato di base un minuto filo comune, che tenta di condurre il lettore ad un principio di comprensione. Quella che presento è un’opera sperimentale, non tanto per il contenuto in sè quanto per la forma che per l’opera ho voluto; la tripartizione del libro è un richiamo al processo dialettico, che i tre racconti unisce in un unico principio. La tesi, l’antitesi e la sintesi si incontrano in queste pagine al fine di sostenere, se pur vacillando, l’idea che un nuovo momento storico si affaccia alla nostra vita richiedendo uno sforzo di sincera riflessione, di abbandono delle forme oramai inadeguate a sostegno di una realtà cangiante. Le nebbie oniriche attutiscono il tonfo quando ci si immerge completamente nel sè, alla ricerca di quel qualcosa in più che oggi e forse sempre pare mancare nelle abitudini e nelle scelte quotidiane.
Il calice che qui sollevo non trabocca di risposte ma di proposte, di domande e di fantasia, la strada maestra verso la realtà. Brindo allora alle tue, di conclusioni, sperando nel profondo del cuore che tu possa godere del mio operato, se pur tra le sue pesantezze e contraddizioni.
Salute dunque!