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Il capo branco

Il patto dei lupi

1 min di lettura

Nacqui da una famiglia di agricoltori, come molte altre. Sin dalla più tenera infanzia, i miei genitori mi sorpresero a conversare con talpe e lepri. Invece di cacciarle dai campi, mi intrattenevo con loro - potete immaginare la scena?

In principio i miei genitori credettero che il mio fosse il gioco di un bambino e non dettero peso a questi momenti.


La mia curiosità era davvero infinita e trascorrevo interi pomeriggi con gli anziani mentre discorrevano di erbe medicinali e della tecnologia in possesso della nostra comunità. Che bei tempi spensierati!

Nulla potevano le urla dei miei genitori, intenti ad avvertirmi del pericolo che si celava dietro lo sconfinare oltre la nostra santa radura. Il mio Mondo pareva a un tempo piccolo e confortevole ai miei giovani occhi. Il mio spirito desiderava intensamente scoprire e toccare con mano le meraviglie tutte che la Madre aveva da offrire.


I miei genitori avevano ragione. Il pensiero della Madre è si misericordioso ma anche lento. E duro.

Ero solito sgattaiolare oltre i totem che delimitavano il nostro territorio. Oltre il sottobosco, tendevo le orecchie in ascolto. Le voci dei mammiferi nascosti tra i cespugli potevano salvarmi da incontri sgraditi. Appena sicuro, fissavo lo sguardo sul mio albero preferito e lentamente iniziavo la scalata tra i rami per vincere la cima e guardare in basso. Il senso di vertigini che mi attanagliava alla vista era terrificante e piacevole a un tempo. Il paesaggio pareva avido delle mie attenzioni, come se quello scivolare in una pendenza infinita verso il basso fosse un modo per facilitarmi la vista tutta di quell'incanto. Boschi fitti e colorati si avvicendavano giù per il pendio, intervallati da verdi colline e lontani corsi.


La vita si avvicendò tra le incombenze del villaggio e queste mie spensierate escursioni per lungo tempo fino a quando cominciai a sentirmi spiato, inseguito nelle mie rocambolesche avventure oltre la radura. Sporadici rami secchi infranti divennero occhi onnipresenti, che faticavo a non notare. Eppure continuai imperterrito, per preparare la mia trappola e scoprire chi aveva deciso di spiare le mie mosse.

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