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Il capo branco

Alla scoperta di Wataha

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Wataha è un piccolo villaggio arrampicato sulla cima del monte più alto. L'unica strada impervia che la collega al resto del mondo ha reso questa piccola comunità un piccolo giardino segreto, nascosto tra gli alberi. Si perchè Wataha occupa l'intero spazio di una radura: solo boschi a perdita d'occhio separano Wataha dal resto del mondo. Boschi fitti, che si arrampicano in verticale, le cui strade sono battute soltanto dagli unici governanti dell'area: i lupi. L'unica strada ancora percorribile non permette di portare con sè un grande carico, essendo molto stretta e trascurata. Gli uomini di Wataha non si curano di liberarla da rovi e ostacoli; i boschi non sono sicuri e la natura è rapida a riprendersi ciò che le appartiene. E poi perchè mai curarsene? Gli abitanti di Wataha riescono a sopravvivere con ciò che producono, protetti e ingabbiati da ciò che considerano a un tempo divinità e demoni, i lupi.


La leggenda narra che la vetta di quella montagna fosse una landa ostile e disabitata, piena di boschi e animali selvaggi. Un giorno, però, un manipolo di uomini guadagnò la vetta e, usciti dal fitto della boscaglia, si ritrovarono dinanzi a una meravigliosa, ampia radura protetta dai venti e dalle intemperie grazie alla fitta vegetazione circostante.


C'è chi dice che quegli uomini fossero giunti lì alla ricerca della foce del fiume, altri dicono che fossero in fuga da una grande guerra. L'unica cosa certa è che i veri padroni dell'area, i lupi, non amavano visitatori di alcun tipo e non avevano nessuna intenzione di cedere o condividere i loro boschi. La lotta fu aspra e molti, uomini e lupi, caddero insanguinando la radura. Prima dello scontro finale, tuttavia, il capo degli uomini, eletto tale per le sue abilità di guaritore e scienziato, familiare a tutte le lingue parlate da ogni creatura vivente, chiamò a raccolta gli uomini e le donne rimaste e ordinò loro di interrompere il conflitto. Grazie alla sua capacità di comunicare con gli animali, chiamò a gran voce il capo branco dei lupi e propose un patto. Uomini e lupi avrebbero vissuto fianco a fianco, separati soltanto dai confini della radura. I lupi che avessero oltrepassato quella linea sarebbero caduti preda degli uomini e viceversa, senza nessuna pietà. Gli uomini avrebbero delineato il perimetro dei loro possessi e chiamato a protezione i lupi, sollevando dei totem dalla forma lupina tutto intorno al loro villaggio. Avrebbero inoltre offerto piccoli sacrifici ai loro amici/nemici come ricordo del primo patto. E come risarcimento per l'appropriazione di quel fazzoletto di terra. il capo branco decise che nessuna controversia sarebbe potuta essere risolta con le parole: sfidò il capo degli uomini a una lotta ad armi pari, fino alla morte. In caso di vittoria degli uomini, il patto sarebbe stato ritenuto valido e attivo di lì in avanti. La vittoria del capo branco avrebbe invece decretato la fine di ogni essere umano, tassativamente braccato e ucciso fino alla totale annichilazione.


Il capo degli uomini depose le armi e si preparò ad affrontare la lotta. Privato di un occhio e di un piede, il capo degli umani riuscì a prevalere sul lupo, che una volta ucciso venne preso e modellato nella terra per ergersi come primo totem protettivo intorno al villaggio. Grandi feste seguirono quell'evento e tutti acclamarono il loro capo, confermandolo sovrano del villaggio e protettore degli uomini. Il suo nome era Wataha.


Da allora in poi, gli uomini hanno continuato a prosperare nella radura, dedicandosi all'agricoltura per sostentarsi e aborrendo l'allevamento di animali - soprattutto per evitare di attirare gli intemperanti lupi nel loro villaggio.


Alla morte di Wataha, i suoi primi 3 discepoli formarono il Rad, l'Alto Concilio del villaggio. La decisione venne presa poichè i 3 avevano trascorso molto tempo con Wataha e molto avevano appreso. Uno riusciva a comunicare con gli animali, l'altro era un prodigioso guaritore mentre l'ultimo si intendeva di diversi concetti di scienza. La prima decisione che presero fu di nominare il villaggio come l'eroe che ne permise la fondazione. La seconda decisione che presero - dopo aver conferito con i lupi - fu di rafforzare il patto ancestrale. Oramai usi a seguire la via dei lupi, i 3 organizzarono quanto possibile la comunità come un branco fatto di salda gerarchia e regole.


La coesione sociale rappresentava anche la volontà di rispettare l'alleanza coi lupi. Nessun atto sovversivo poteva essere tollerato in funzione della pace.


I tre divennero rappresentanti della volontà dei lupi. Di tanto in tanto, i lupi si avvicinavano al villaggio per avvertire i capi di una minaccia: un essere umano avverso alle leggi, ai lupi, o portatore di guai. In quelle occasioni, l'uomo, donna o bambino si tramutavano nell'offerta sacrificale per il branco. Questo doveva placare l'ira dei lupi, risparmiare il restante cibo per il villaggio e mantenere saldo e intatto il villaggio.


E così fu per diverse generazioni.

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