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Storia di una folle passeggiata di piacere

... siamo ad oggi ...

3 min di lettura

Torniamo ad oggi. (Ah, dimenticavo. Per me è sempre oggi!)

È sabato. Vedo mamma e papà prepararsi ed armarsi di strane e piacevoli intenzioni. Dicono che io sia troppo intelligente e che li capisca al volo. Boh! Per me sono un po’ strani pure loro, è tutto così semplice e scontato! Giudicate un po’ voi:

se vedo prendere una valigia significa che si parte e si va tutti in vacanza, quindi piacere alle stelle, corse e salti per tutta casa e scodinzolamento a duemila;


se vedo papà prendere la borsa di lavoro significa che esce e che tornerà di sera, ma in casa ho ancora la mamma con la sorellona e quindi serenità totale;


se vedo uscire la sorellona vuol dire che va a divertirsi oppure ultimamente in uno strano posto che lei dice sia un lavoro (devo ancora indagare bene per capire con esattezza di cosa si tratti), ad ogni modo fino a che ho la mamma in casa anche in questo caso serenità totale;


se escono mamma e papà insieme e la sorellona dorme su nella sua camera all’ultimo piano… attenzione, qui scatta un allarme pericoloso. Mi stanno per lasciare solo in giardino con quelle due matte di Isabella e Candy. Quindi cosa fare? Ma molto semplice. Fugone! Un bel ciaoooone a tutti loro e via di corsa su per le scale fino sopra il letto della sorellona, da dove nessuno osa tirarmi via.

 Loro dicono che io capisca la loro lingua! Ma perché è così difficile? Non lo sanno? Io capisco tutto!!!

Mah!

Comunque si esce, questo lo avevano capito pure i pappagallini che ci guardano felici dalla loro gabbietta. E vai! Forza, forza. Mettetemi il guinzaglio, voglio uscire! Dai! Dai!

Che bella giornata, c’è un sole che … beh non vi dico il resto della frase che ho imparato dal mio papà… ad ogni modo ha a che fare con i passerotti. Ma lasciamo perdere, si esce. Questa è la cosa importante.

Lallalà! Un po’ di pipì qui e un po’ di pipì lì! Ne ho per ogni angolo e per ogni muro! E chi mi ferma! Si ride e si scherza, troppo bello ci stiamo dirigendo verso il prato giù a valle, lì sì che ci sono odori di ogni specie, la cosa mi attizza. Forza, forza. Cavolo ce la metto tutta per tirarli avanti ma niente da fare, siete lenti! Leeeenti! Mammamia che lentezza, ogni volta mi sembra di stare a tirare una slitta. Dai! Forza!

Siamo al campo e la felicità è nostra. Isabella corre come una scalmanata, a lei è concesso in quanto diversamente da me non so cosa scatti nella sua testa, ma stranamente al richiamo di mamma o papà lei si ferma (io no!) e torna indietro (io no!), quindi morale a lei è concesso correre liberamente sui prati mentre a me no. Vabbè non voglio indagare su questa storia, lasciamo perdere va! Ad ogni modo ho seminato di pipì metri e metri quadrati di campo, nessuno ora potrà dire che io non sia stato qui!

Il sole è sempre bello alto lassù e mi gira intorno… come è giusto che sia.

Papà mi tiene al guinzaglio e mi riempie di sorrisi… come è giusto che sia.

Mamma è felice e guarda un po’ tutti, ma guarda soprattutto me… come è giusto che sia.

Le macchine in strada si fermano a farmi attraversare… come è giusto che sia.

Sono un principino dice Dalila, la mia sorellona. Trovo quindi tutto così normale.

Si torna verso casa, E vai! La cosa è bella quanto l’uscire di casa per raggiungere il prato. Si va! Dai! Dai!

Ma come al termine di un incantesimo …

Ohi! Ohi!

Mamma dice qualcosa al papà che all’improvviso mi tira il guinzaglio, sento che la cosa prende una brutta piega.


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