Storia di una folle passeggiata di piacere
La tragedia!!
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Bau, bau! C’è quel cane cattivo che conosco bene in quanto vive in un giardino ai margini di questa strada che ogni giorno percorro insieme a papà per le nostre uscite quotidiane e che ogni volta che passo mi abbaia credendo di mettermi paura! È un Pitbull e allora?
Sento mamma dire di nuovo a papà di fare attenzione, lui prova a risponderle qualcosa ma è troppo tardi.
“Ehi! Gente, aiuto!” – Cerco di dirgli, ma non faccio in tempo. Il Pitbull si è stranamente liberato dalla presa del padrone dopo aver spezzato in due la corda del guinzaglio (poi ancora vi scandalizzate se vi dico che questo è uno strano mondo!), ad ogni modo lo vedo venire a velocità supersonica. Dovrei aver paura, ma non posso, non devo e poi perché? Io sono NiKo Maltese detto Er Monnezza di stazza pari ad un pastore tedesco, forte, potente, aggressivo, il mondo orbita intorno a me, le auto si fermano perché devono lasciarmi passare, ho mamma e papà che vigilano su di me, so saltare, arrivo primo nelle gare di agility, ho medaglie da vendere, perché dovrei avere paura di un Pitbull che corre arrabbiato dritto verso di me?
L’impatto è prossimo.
Il guastafeste Pitbull si lancia contro a tutti noi. Mamma urla. Ma vorrei dirle di non preoccuparsi, ci sono io a proteggerla! E infatti ho già dato fiato alle trombe ed ho iniziato ad abbagliarli già prima che scappasse al padrone… Che nessuno dica di me che sono un cacasotto! Ma lui è arrabbiato forte! Così sferra l’attacco e vola per aria con tutte e quattro quelle brutte zampe. Vedo papà prendere le nostre difese, sapevo che lo avrebbe fatto, lui è il mio papà e sa cosa fare. Il guastafeste Pitbull vola contro Isabella ma papà gli si mette davanti sferrandogli un calcione contro la sua coscia sinistra.
Ah! Ah! Lo vedi che non ti conveniva venirci contro! Gli dico abbaiandogli vittorioso.
Ohi! Ohi! Il guastafeste Pitbull non si accorge nemmeno di essere stato sfiorato dal calcio di papà e anzi, porca miserietta, ora è tutto scomposto ed invece di trovarsi la bella groppa di Isabella tra i denti, che invece già immaginavo ringhiargli contro e dargliene di santa ragione, chi si trova davanti?
Chi? …
Me! “Meeeeeeee!” – Gli urlo! Niko Maltese detto Er Monnezza!? Ma ti rendi conto che affronto!? Tu che vieni a sfidare il più forte, il più grande, il più immenso, il cane più sicuro di questo strano mondo… me, Niko Maltese detto Er Monnezza!!!
E così cari amici, il mondo assume all’improvviso una strana faccia, tutto diventa stranamente diverso, le mie certezza, la mia stazza, la mia forza, l’idea che il mondo non orbiti intorno a me, ma che diversamente io ne sia parte come tutti gli altri. Che amarezza!
Che amarezza, amici miei!
Combatto come sono convinto di saper fare. Ma quelle fauci sono veramente troppo grandi e poi quei denti. Cavolo che dolore mostruoso. Mi ha preso in pieno e sento i denti bucarmi fino a raggiungere le ossa delle spalle, cavolo che dolore. Mi fa un male spaventoso, non credevo di provare una simile esperienza. Vi assicuro non è una cosa bella. Credo mi stia mangiando!
A mio favore ho però il mio papà che non si arrende, lui sì che è lì con me, l’unico che contrariamente al resto delle mie crollate certezze continua a orbitare fedele intorno a me e si getta nella mischia, è in terra faccia a faccia con il Pitbull e vedo che ha preso il problema nel giusto modo, ma sento sempre più dolore e quindi capisco che devo combattere, lui mi sta dando una mano ma devo darmi da fare anche io. Così mentre il Pitbull continua a sbatacchiarmi a destra e sinistra come uno straccio vecchio, tento di morderlo e spalanco la mia boccuccia, che solo fino a un minuto prima credevo fosse una fornace, una macchina da guerra. Papà lotta insieme a me. Mi ha messo un braccio sopra e sta colpendo il muso di quel mostro con forti pugni e gomitate, purtroppo si è dovuto tuffare in terra per abbracciarmi altrimenti sono convinto che lo avrebbe travolto di calci, però vedo che qualche ginocchiata riesce a metterla a segno.
Che dolore. Il Pitbull non molla, ha stretto la morsa ed io ci sono dentro. NiKo Maltese detto Er Monnezza il potente cane mangiato da un semplice Pitbull… Un semplice Pitbull!!!!??? Semplice!!?? Ma il Pitbull è una razza da rivedere amici miei! Datemi retta, così non vale! È come vedere una partita di calcio tra Juventus e La Sgurgola Marsicana … ed anche senza i soliti arbitri a favore!
Nella lotta interviene anche il padrone di quella belva. “A buon’ora!” – Gli dico ringhiandogli qualche maledizione contro anche a lui. Ad ogni modo ora sono in due, papà e questo tipo… forse, forse mi salvo.
Il mondo è cambiato all’improvviso, non sono più il cane con tutte quelle belle certezze di prima, ora ho due buchi sul corpo e sangue ovunque! Piango dal dolore e non riesco a muovermi. Dalla paura mi sono fatto anche la popò sotto, anzi per dirla tutta ho imbrattato tutta la tuta bianca di papà che per l’occasione aveva appena preso dal cassetto dell’armadio. Ma guarda un po’ quanti danni! Ho paura, ho paura anche di stare in braccio a papà, ho paura di tutto e di tutti… chissà se le auto si fermeranno ancora per lasciarmi attraversare la strada. Boh! E la pappa? La troverò ancora nella ciotola oppure dovrò andare a cercarla in giro per le strade come un povero cane abbandonato?
È cambiato tutto. Mi dicono che anche Isabella abbia preso il Pitbull per una zampa e lo abbia morso lasciandogli dei bei segni indelebili. Brava cucciolona mia, mi hai difeso anche te. Brava anche la mia mamma che al padrone di quel mostro lo ha travolto di brutte parole e brava anche Candy che ha abbaiato come un vero leone mettendogli chissà quanta paura addosso. Bravi tutti. Direi bravo anche al padrone del Pitbull che non si è tirato indietro dalla lotta… perché chi lo fa… beh anche qui dovrei tirare fuori una vecchia citazione che il io papà mi ha insegnato, ma che come sopra evito nuovamente di rappresentarvi.
Deve essere stata proprio una brutta esperienza per tutti.
Oggi è un bel giorno. La ferita sta guarendo ed i dolori sembrano attenuarsi. Posso di nuovo tornare tra le braccia di papà e nascondere il muso sotto il suo gomito come uso fare per raggiungere la pace dei sensi. Non credevo sarei mai tornato a rifarlo e invece le cose si stanno sistemando. Usciamo di nuovo per i campi a fare le passeggiatine quotidiane senza però passare davanti al giardino di quel mostro. No, no! Vi prego no. Là davanti no! Ho troppa paura. Ma credo che il mio papà non ci passerà più.
L’avevo detto però e non dite il contrario… Questo è proprio uno strano mondo!
Niko Maltese detto Er Monnezza