I dubbi
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In quel periodo ho imparato a conoscere una persona molto particolare, a tratti bizzarra, ma che riusciva a prendermi come nessun altro. Ogni volta che ero con lui sentivo che avrei potuto farmi investire da un'auto e non avrei sentito nessun dolore. Lo guardavo immortalare su una tela o su un foglio qualsiasi soggetto, così infervorato mentre tracciava linee e riempiva vuoti di colore, sentivo i suoi interminabili discorsi appassionati (ma che non sempre riuscivo a comprendere) sull'evoluzione dell'arte, dagli albori ai tempi di massimo splendore fino al giorno d'oggi, e sentirlo lamentare più volte del fatto che ormai sia "morta".
Imparavo il suo amore per l'arte in tutte le sue forme, amore che sfociava in devozione e, talvolta, in ossessione. Mi inglobava nel suo corpo, mi avvolgeva con le sue labbra, ed ero attratta da tutte le sue sfaccettature:la schiettezza, la saccenza, la bontà d'animo, l'abnegazione.
Ma era sufficiente?
Bastava solo che il mio cuore e il mio stomaco si annodassero, formando un gigantesco nodo gordiano, che prendessi fuoco ogni volta che lo guardavo, che mi attrasse a sè, intrappolandomi in una rete fatta di fascino e arte?
Bastavano solo queste cose perchè iniziasse una storia seria? Non c'era nient'altro da tenere in conto?
La distanza era il problema principale. Vivendo in due città molto lontane tra loro era difficile avviare una vera e propria relazione:come fai a stare con qualcuno che vedi solo tre volte a settimana?
Ma non solo. Lui era più grande di dieci anni (anche se io ero parecchio più alta in confronto), viveva da solo in una mansarda e tirava avanti vendendo i suoi lavori, mentre io stavo ancora con i miei e frequentavo il quarto anno di medicina.
E poi, cosa sarebbe successo se, a lungo andare, le sue qualità si fossero trasformate in difetti? O se gli aspetti che non mi piacevano avessero superato quelli che adoravo? Se poi smettesse di avere fascino su di me o io smettessi di averne su di lui?
Tutto sommato, queste erano cose di poco conto, ma che mi davano comunque da pensare. Forse era paura, o forse eccessiva prudenza, fatto sta che tutti questi timori mi esplodevano nel cervello appena ero da sola.
Io volevo che tra noi si creasse qualcosa, ma forse era tutto perso in partenza...