Posso Chiamarti mamma? riassunto
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Carlo Adami, (nome convenzionale), è un esploratore alieno, che scende sulla Terra con la missione di comprendere usi e costumi degli abitanti, è stato assegnato in una determinata zona. Nel suo mondo d’origine Carlo è un professore, con la moglie anche lei insegnante svolgevano il loro lavoro imbarcati in una delle navi della flotta, inoltre sul suo mondo è anche uno stimato scrittore di antropologia culturale.
Si fece nominare supplente, avevano mezzi tecnologici straordinari da aggirare tutti i nostri sistemi, gli vengono assegnate due classi per un anno, una prima e una seconda media; l’impatto, soprattutto con i più piccoli, è immediatamente positivo. Riesce a entrare pienamente nel ruolo e farsi amare dai bambini affidati. Svolge sulla Terra l’attività di supplente di matematica e scienze di una scuola media, per lui bastava un anno per svolgere a pieno la sua missione.
L’uomo ama profondamente i bambini e il suo unico rammarico è di non averne potuti avere di propri con la moglie. A poco a poco, il protagonista di questa storia straordinaria acquisisce informazioni dai piccoli, mentre insegna in maniera semplice la matematica e le scienze, impara anche lui conoscendo gli abitanti della Terra almeno della zona assegnata per le sue relazioni.
Tra tutti i suoi alunni, però, ce n’è una che attira particolarmente la sua attenzione, a causa di un’aria perennemente triste che pervade il suo volto.
La piccola Martina ha perso i genitori in un incidente e vive con una zia. Si comprende subito che di questa scelta fatta dai giudici la bambina non è affatto felice, dal momento che gli zii, interessati esclusivamente all’amministrazione del denaro ereditato, non fanno altro che trattarla male, facendole mancare anche cose basilari. La bambina non viene curata, non viene lavata e, a volte, non viene neppure nutrita adeguatamente.
Tutte queste cose emergono poco alla volta dai dialoghi tra Martina e il professore, inizia da parte di Martina nel vedere questo insegnante come un padre. Per il resto l’alunna non sembra avere altri punti di riferimento affettivi, se non i due compagni di scuola Marco e Giovanni. Ma la bambina senza affetti genitoriali soffre molto.
Ha inizio un rapporto singolare, fatto di fiducia e cura crescente, un rapporto che assume sempre più i contorni di una relazione padre-figlia. Chi sta intorno ai due comprende che qualcosa sta avvenendo, ma il professore è ben attento a non dare adito a pettegolezzi che possano in qualche modo danneggiare la sua protetta. Un sentimento di puro affetto si insinua sempre più nel cuore di Carlo, che parla della bambina anche con la moglie soprattutto nei periodi che torna a casa sulla nave astrale.
Alla moglie che chiameremo Anna (nome convenzionale della moglie del professore), è subito chiaro che il marito vede nella piccola la figlia che non hanno mai avuto, pertanto decide di scendere dalla nave aliena, amava il marito enormemente, dove lo attende per poter conoscere direttamente questa fanciulla.
Quando Anna arriva sulla Terra è titubante, teme che Carlo voglia riempire in qualche modo un vuoto emotivo che lo tormenta, ma le basta poco per capire che non ha esagerato affatto nel descrivere la bambina, che riesce a conquistare subito anche il cuore di lei. Si fa strada, dunque, l’idea di rivelare tutta la verità a Martina e proporle di diventare la loro figlia adottiva, ma questo senza dubbio implica dei rischi molto elevati, primo fra tutti quello di essere presi per pazzi dalla piccola, determinandone l’allontanamento.
Carlo, è tormentato nel vedere le sofferenze della ragazzina nel vivere in una famiglia che non la ama e che la fa soffrire, l‘hanno voluta fortemente gli zii nella loro famiglia solo per approfittare del denaro che i genitori avevano sul conto in banca prima di morire. A Martina manca l’affetto di un padre e di una madre ed è lampante l’esclusivo interesse economico degli zii e la superficialità delle istituzioni preposte a questo compito.
Dopo la decisione di Carlo di offrire la loro casa a questa bambina che la moglie chiamava “l’uccellino smarrito” aspettava il momento di finire la sua missione per farle la proposta e nel frattempo andava anche su indicazione dei ragazzi nel vedere luoghi particolari, lui diceva sempre che era perché voleva scrivere un libro ma i ragazzi nel fornire indirizzi di luoghi particolari non sospettano certo che fosse un alieno in missione e i libri che scriveva erano libri di antropologia per lo studio della vita senziente su altri Pianeti.
Un giorno, la svolta nella narrazione si ha quando Martina e i suoi due amici trovano il professore agonizzante perché è stato investito da un camioncino in una zona impervia che loro avevano indicato ma che era suggestiva, sempre perché lui voleva conoscere zone particolari per il libro che stava stivando.
Martina e i suoi amici lo aiutano e seguendo le istruzioni dell’uomo la bambina riesce a chiamare aiuto ma i ragazzi non si aspettavano una navetta spaziale, ma a quel punto il suo segreto deve essere necessariamente rivelato. Dalla navetta escono, diremmo noi, dei paramedici o medici, ma esce in aiuto anche la moglie di Carlo e ai tre bambini viene detta la verità e, mentre Giovanni e Marco restano sulla Terra, la moglie del professore chiede a Martina di andare con loro e lei segue Carlo e Anna, sulla nave.
La ragazzina accetta di diventare la loro figlia, (si direbbe la figlia adottiva ma che senso ha! nessuno, sarebbe la loro figlia) e ha inizio la sua nuova vita. Martina comprende che ha trovato dei genitori che l’ameranno e con una domanda mentre Anna le faceva la proposta “Posso chiamarti mamma?” la sua vita sarebbe cambiata.
Trascorre il tempo Martina diventa medico, all’età oltre trent’anni, la nave dove prestava servizio, lei medico e i suoi genitori insegnanti, ma lavoravano assieme sulla stessa nave stellare, passarono vicino al Pianeta Terra e con la madre, per un giorno solo, tornano in visita sui suoi luoghi natali, Martina ci teneva nel salutare i suoi due amici d’infanzia, gli unici che le hanno sempre voluto bene, finita la visita per puro caso incontrano l’odiata zia e finalmente la ragazzina ora donna riesce a dire tutto quello che pensa, mai avrebbe potuto affrontare da sola questo terribile incontro.
Madre e figlia fanno ritorno e la sua fantastica vita prosegue,
“Posso chiamarti mamma?” Libro scritto da Bonfante Lorenzo
Edizione luglio 2020 – da CTL Editore Livorno