“Che importa se sei caduto, se sei lontano”
2: Te
di Eponine
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Due anni dopo. Due anni dopo e ancora fa così male.
Non sono mai riuscita a parlare di te, di noi, sai? Non capirebbero. Ancora riesci a far male. Eppure cosa c'era di bello? Due volti felici e spensierati. Quando ti rivedo in alcune foto, mi sembra impossibile. La quiete prima delle tempesta, però no, non è stata una tempesta. È stato qualcosa di peggio. Sono sicura che se fossi qui, mi diresti le stesse cose: "ci bastava poco a noi due, ci bastavamo io e te". Ridere. Scherzare. Camminare. Prendersi per mano. Nascondersi. Correre. Punzecchiarsi. Guardarsi. Un bacio il 23 Agosto. Solo un bacio. Tanto atteso e, forse per questo, così importante.
Era un amore appena nato, infantile e maturo. Ma non abbastanza solido da reggere a scosse così forti. Che rumore fa un cuore che si spezza? Lo stesso di una casa che crolla. Questo è stato il mio. Un boato straziante. Un amore nato e morto nel posto che ci ha visto crescere, anno dopo anno, estate dopo estate.
Un amore morto con te, Amatrice mia.