1-Dove tutto cominciò
2 min di lettura
E' un nuovo giorno ad Arsus. Sono ancora nel letto, fuori è ancora buio, ma questo significa che è il momento di prepararsi.
Essendo la guardia principale del sovrano non posso permettermi di essere in ritardo nemmeno di un secondo.
Mi alzo e vedo sul tavolo che mi hanno portato del pane e un paio di salsicce per colazione... "per fortuna mi conoscono dopo dieci anni..." penso mentre annuso l'aria pregna di un misto di legno del mobilio e delle salsicce calde "ma le mangerò dopo". Ora, esercizi per rilassare i muscoli e poi mi vesto: tunica blu, colore simbolo di Arsus, sormontata dalla mia armatura violacea. Indosso il cappuccio per non mostrare i segni sul viso. Mangio un po' di corsa e scendo nella piccola cappella per onorare il Culto.
Entrato nella cappella, mi saluta uno degli Oracoli, donne con il compito di elargire profezie concorde con la religione. Cammino lungo la cappella per arrivare in fondo e fare la mia preghiera.
Sui muri laterali vi sono diverse rappresentazioni della Storia delle Dimensioni: nascita e
distruzione delle prime tre, finite in uno scenario apocalittico. Fa rabbrividire ogni mattina, a dirla tutta.
Uscito dalla cappella, mi dirigo nella sala del trono, dove il sovrano è già presente. Lui è l'unico e ultimo elfo alto sopravvissuto alla distruzione della terza dimensione. È arrivato qui decenni fa, dove c'erano ancora solo i villaggi sparsi nel bosco che circonda la città. Ha riunito la maggior parte di questi, offrendogli un posto nella nuova città. E così è stato.
-Buongiorno Sire!- mi inchino di fronte a lui -Ci sono già dei programmi per la giornata odierna?-
-Buongiorno Jackor! A parte le tue solite lezioni alle reclute, non credo ci sia molto, salvo imprevisti, si intende.-
-Vado a svegliare i ragazzi allora. Se avete bisogno sapete dove trovarmi!-
Effettivamente, non mi sono ancora presentato: Sir Jackor, Cavaliere Mistico iniziato con il fuoco al culto appena nato praticamente. Porto un cappuccio magico sotto l'armatura che mi oscura il viso per non mostrare le cicatrici delle bruciature, ma nello stesso momento permette a chi mi guarda di vedere solo gli occhi color viola intenso, come la mia armatura. Infatti non sono i loro veri colori, ma sono dati dalla magia che scorre in me. Comunque, oltre che essere la guardia del sovrano, ho il compito di addestrare le reclute nell'esercito, sia nel corpo a corpo per chi vuole diventare
combattente, sia nella magia per i giovani maghi.
Arrivo di fronte alla porta della stanza dei ragazzi, la apro e per fortuna sono già tutti in piedi e vestiti.
-Buongiorno ragazzi! Oggi metterete in pratica ciò che avete imparato con brevi scontri corpo a corpo. Metterò a coppie maghi e combattenti, darete il meglio di voi.- A queste parole, alcuni sono un po' titubanti, ma si convincono presto. -Vi aspetto nell'arena tra cinque minuti. Portate armi, bacchette, e tutto l'occorrente.-
Io mi dirigo verso l'arena, passando per la via principale di entrata al palazzo reale. Due guardie esterne entrano con una ragazza tra le braccia...