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DIARIO DELLA RISURREZIONE

Scivolare a filo d'acqua

1 min di lettura

·      19 10 2025 BOLOGNA OSP. SANT’ORSOLA GIORNO 9 D.T. “Scivolare a filo d’acqua”

E’ domenica, sono qui da nove giorni, e aspetto che questa fase, la più complicata, finisca.

Pian piano l’attesa svuota tutto. Non c’è quasi più traccia della confusione, della gioia, della paura.

Sono entrato in una routine di azioni quotidiane.

I prelievi, le visite, le analisi, il cambio letto, i tre pasti giornalieri, hanno appiattito tutto.

Sto entrando a far parte di questa condizione.

 

La luce nella stanza 11 non è mai abbastanza e Bubys oggi andrà via.

Resterò solo per qualche giorno.

Averla qui è quella luce che manca. E’ il filo che mi tiene ancora legato al fuori, agli affetti, all’amore.

E’ la mia ancora di salvezza.

 

Poco fa, in bagno, mi sono rivisto per la prima volta nudo.

Questo mio nuovo corpo non lo riconosco. E’ sgraziato, asimmetrico, tumefatto.

 

Resterà per sempre così?

Sarò in grado di accettarlo?

 

Bubys è andata via. Sono le 18.17, la stanza 11 è vuota e lo sono anche io.

 

Il mio più grande desiderio, in questo momento, è fare un bagno in mare.

Sono più di due anni che non faccio un bagno in mare.

Vorrei scivolare a filo d’acqua e pulirmi da tutte le scorie accumulate, sentire lo sciabordio delle onde piccole e lente, l’odore del sale, il silenzio dell’apnea, il tiepido dell’acqua sulla pelle, la carezza del sole sulla nuca.

In un’altra vita sono stato senz’altro una creatura dell’acqua. Ogni volta che ci sono immerso, è come fosse un ritorno.

 


Commenti

1 commento

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  1. Nicolò Vittorio Zorzetto

    Non è come ci vediamo esternamente l'importante è essere persone nuove dentro, nell'animo, e nello spirito