Storie di Vita vera
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Storie di Vita vera
(di Valentina Vita)
Pillole di vita quotidiana condivise su Facebook.
24 agosto 2017
In spiaggia.
Alla mia sinistra, famiglia austriaca: papà, mamma, due bimbi, un maschietto e una femminuccia. La mamma è bionda, bellissima, perfetta, sorride sempre; una specie di Barbie, ma senza l'espressione da decerebrata della famosa bambola. Bambino e bambina (non conosco i loro nomi perché la madre non li chiama mai per nome, anzi, non li chiama proprio) giocano tranquilli in silenzio e quando papà Ken torna dalla riva con i secchielli pieni d'acqua, si siedono tutti e quattro in cerchio sulla sabbia e iniziano a costruire castelli di asburgica fattezza e resistenza.
Alla mia destra, famiglia napoletana: papà, mamma, due bimbi, un maschietto e una femminuccia. La mamma è una bella mora, abbronzatissima, con le sopracciglia ad ali di condor reale e le unghie da velociraptor. Mariarosaria e Giovanni vengono immediatamente minacciati di non muoversi, non litigare, non urlare, non parlare, non fiatare. Il tempo di sfilarsi gli occhiali da sole ed aprire il lettino, che Mariarosaria e Giovanni stanno già litigando e correndo per la spiaggia, insultandosi.
«Peeeppe! Peeeppe! Oì Peeeeee!!!! Addo stanno 'e pazziell [ giocattoli, n.d.a. ] 're criature??».
Peppe è in acqua, dove si è rifugiato un secondo dopo aver mollato moglie e figli sotto l'ombrellone. Abbastanza lontano perché pure i gabbiani scappino al richiamo della moglie.
«SHAROOOON! Vir' ca' sta tutt' cos' rint' 'a borz giall!».
Sharon informa Peppe che la borsa gialla è rimasta all' "òtel" e lo esorta ad andarla a prendere, altrimenti "nuj ogg' nun ce ne verimm bene 'e nient', afammocc a chillo strunz 'e fratit".
Mentre mi sforzo di immaginare cosa c'entri il fratello di Peppe con la borsa gialla, Mariarosaria e Giovanni cominciano a prendersi a mazzate accanto alla mia sdraio.
«Mariarosaria! Giovanni! Venite qui, fate riposare la signorina. Signori', scusate».
Poco dopo riappare Peppe, con la preziosa borsa. Sharon distribuisce i giochi ai bambini, che sembrano essersi calmati, ed esclama: «E mo' nun ci facimm riconoscere, altrimenti l'anno prossimo vi mando a fare le vacanze in un collegio svizzero. Afammocc!».