Hiperionidi - l'alba degli dei -
Marcus Parisopulos trova un manoscritto di Erodoto di Alicarnasso nella biblioteca di un monastero ai piedi del monte Olimpo.
di Marco Parisi
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“Salve omnes. Ti parlo per dirti alcune cose che sono accadute all’interno di questo monastero. Un mesetto fa circa, mi recai in biblioteca per leggere. Ho appuntamento fisso ogni giorno dalle ore 17:00 alle ore 19:00 esclusi i festivi e leggevo di tutto: la storia greca classica e quella arcaica, la dominazione macedone, romana, bizantina e turca. Leggevo anche parecchi testi di Sofocle, Euripide, Eschilo, Callimaco ed Apollonio Rodio. Insomma leggevo un po’ tutto quello che mi capitava tra le mani data la mia rovente passione per le civiltà antiche che hanno abitato nel mio continente. Un giorno però accadde qualcosa che mi ha cambiato la vita: ebbi l’idea di prendere da uno scaffale il libro di Tucidide “la guerra del Peloponneso” e notai qualcosa di strano sul muro. Bussai d’istinto sulla parete e m’accorsi che c’era del vuoto all’interno del muro, così sempre d’istinto diedi un pugno violento e questi si ruppe, sbirciai al suo interno e notai che c’era qualcosa, lo afferrai incuriosito e m’accorsi d’avere tra le mani un manoscritto molto antico. Ci soffiai sopra per levare la polvere e lessi il titolo:
Τα παιδιά του Υπερίωνα, ο μύθος της χαμένης
Avendo studiato le materie classiche, lessi facilmente: “Ta paidiá tou Yperío̱na, o mýthos ti̱s chaméni̱s”. Tradotto vuol dire “I figli d’Iperione, il mito perduto”.
L’autore è Erodoto d’Alicarnasso. Un nome e una garanzia perché Erodoto della città di Alicarnasso è considerato da tutti i più grandi studiosi e scrittori d’ogni epoca, il “padre della storia”. Ho appena fatto quindi un’importante scoperta; un nuovo libro utile per le scienze umanistiche. Lessi a malapena l’introduzione di quell’opera e capii che l’autore voleva che questo libro restasse un segreto: non doveva essere divulgato se non per cause di forza maggiore. Non ho capito il perché di tale decisione, così seguii alla lettera la sua volontà nel non divulgare questa scoperta. Pochi giorni fa, due miei fratelli Konstantinos Fetfatzidis e Orestes Georgatos videro qualcosa di sospetto in me e, non so come, forse per colpa del guardiano della biblioteca, scoprirono l’esistenza del manoscritto ed andarono a riferire tutto al nostro padre superiore Ciril Anastatopulos. Costui intravide una minaccia sospetta alla fede ortodossa-cristiana di tutto il monastero dato che il manoscritto trattava di personaggi mitologici di forte tradizione pagana, così decise di farlo bruciare. Non potevo assolutamente permettere un tale sfregio ad un’opera di tale importanza, scritta per giunta da uno degli autori più illustri di tutta la nostra storia, così decisi di nasconderlo nella mia stanza, lontano da occhi indiscreti giustificandomi col padre superiore dicendo che l’opera è stata nuovamente smarrita a seguito di un furto. Nonostante persistano i sospetti nei miei confronti per aver detto una bugia, mi trovo qui nella mia stanza chiusa a chiave con l’arduo compito di raccontare a tutti quel che Erodoto ha impresso in queste pagine.
Come già ho accennato prima, si parlerà delle divinità greche ma non le solite già note, bensì quelle che per lungo tempo sono rimaste immortali all’ombra di Zeus, Poseidone, Apollo, Hermes ecc. Ecco quindi la mia missione: narrare altri miti e storie non tramandati di generazione in generazione. L’illustre storico l’ha impresso su carta e nascosto qui, in questo monastero, a Dios, ai piedi del Monte Olimpo, per secoli e secoli.
A proposito, chiedo venia perché non mi sono ancora presentato: io sono Marcus Parisopulos e sono anch’io un monaco ortodosso-cristiano. C’è un motivo per cui mi chiamo così…beh il ragionamento è alquanto bizzarro, però logico: se esiste un Papadopulo in Italia e, viceversa, un Papadopulos in Grecia, allora è anche vero che se esiste un Marco Parisi in Italia, allora deve esserci anche un Marcus Parisopulos in Grecia”.
Salve omnes.
MARCUS PARISOPULOS