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Reverie

Reverie

1 min di lettura

ma via! Dovrei forse tacere quel che penso?

non è già abbastanza aver ipotecato il senso?

Macchie di leopardo sulla schiena

effetto del sole, effetto domino

minan la salute, dicono, e intanto il cuore

labirinto, sotto i blustretti anfratti dell’ora post-tramontana

scalda il sangue

che bolle in pentola?

il sangue, il sanguinaccio

spia attraverso le crepe di casa

ma invoca lo scorrere dei pianeti

la chicca scintillante, un penny pei tuoi pensieri

e mastodontici camion campioni del lumeggiar

la metropoli milanese

i suoi strazi e inchini al potere

ma bene, miserabili, pizzicottate la cetra

e non sapete danzare

ebbene danzerete ad ali spiegate

è il beone che ve lo ordina, o se preferite

Alkaios maestro profeta di lira eolia

non mi guardare così, non l’ho fatto apposta

non dire che il giorno è una ruota di sole

e cosa ne faremmo della mezzaluna?

e di quel nostro colloquiare a lume di candela?

o a spento lume?

via, diamo forma alla carta, seria o matta

giocherelliamo agli origani

prima di confermare le verità alte

perché la bocca già cosparsa d’acquavite non tremi

ma meni al passo volo radente

non indugi su niente, se non sul respiro

preciso, d’atto in atto, su giù

già è l’ora di coricarsi e i sogni sgusciano fuori

dal sottopalpebra e occupano il cervello

che si scioglie in un brillio

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