Ogni donna è un'Isola
di Chris Bartel
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Hai mai pensato di essere cattiva?
ha mai pensato al male che hai fatto,
alle parole che hai detto, se sono andate a segno
o se sono tornate indietro a fare di nuovo male?
Non ti ho vista più e poi sei cambiata
come una bambina, attaccata alla vita,
dalle bombe al boom, balilla e poi vedova
ma sempre un passettino dietro l’altro,
un respiro dietro l’altro.
Portarsi dietro gli anni come una velo da sposa
un tulle bianco sugli occhi, sempre più spesso
e proprio alla fine alzarlo per incontrare di nuovo i suoi
che si erano spenti già prima di chiudersi:
chissà se è stata proprio come te la immaginavi
se il buondio c’era o se ti ha fatto ancora aspettare.
Qui, in piedi, sento la tenerezza della vita che prende il suo corso.
Qui, in piedi, sento la durezza della natura che fa il suo corso.
Universale, ma ogni volta nuovo.
Ci siamo spartiti a dadi le tue cose,
ma parlando piano per non farci sentire da te.
È sorprendente come il senso di colpa
usi argomentazioni così convincenti pur non di venire al mondo.
Fotografo le tue foto, penso ai giorni in cui sono state scattate
così inimmaginabilmente lontani. Chissà se avresti avuto lo stesso
sorriso se ti avessero detto che l’avrei scelta per la tua tomba...
io credo di sì. Io spero di sì.
Mi sforzo di uscire da questa cappa,
di guardare oltre la corte di nubi, verso la buona stella,
ma riabbasso gli occhi verso i miei polsi che tremano.
E non so più se sei te o sono io, se è per te o per me,
o se in fondo si possa dare una risposta unica.
Penso a un ciliegio fiorito, sotto il sole ancora malato
di questo mese sempre fuori dall’ordinario.
Seduti, in attesa, a raccontare storie mai accadute.
Ma non è così, è solo un tunnel con sempre meno luce,
sempre meno calore. Chissà se sai chi siamo,
chissà se invece ti sembriamo statue di sale pronte al giudizio.