Vai al contenuto

L'incedere elegante della sposa

La cerimonia

di Sam

2 min di lettura

In un pomeriggio autunnale, la sposa varcò l'entrata della chiesa gotica di Santo Stefano e finalmente iniziò a camminare sotto le meravigliose arcate che omaggiavano il suo passaggio tra lunghe ombre e intense luci.

Occhi stupefatti, occhi pieni di gioia e ammirazione, si alternavano a sguardi avversi seguendola nel suo incedere così dolce e titubante.

L'abito bianco splendeva nel gioco di luci e ombre, mentre un debole raggio di sole filtrava dalle vetrate della maestosa chiesa. Il lungo velo copriva le spalle e i capelli corvini della sposa, fino a toccarle lo strascico che timidamente leggero la rincorreva.

Lo sposo nel suo completo nero dai dettagli bordeaux aspettava impaziente il suo arrivo, nell'attesa muoveva nervosamente il bouquet di rose color porpora strette da un nastro color avorio.

Lui continuava a stringere il mazzo di rose, lei continuava a sorridere mentre si chiedeva cosa sarebbe stato il resto della sua vita dopo quella trionfale passerella verso l'altare.

Ad un passo da lui smise di sorridere, il passo si fece austero, si passò il dorso della mano sulle labbra color porpora e all'improvviso...

Il viso del prete si trasfigurò in una maschera di terrore, fu allora che si sentirono tremare le vetrate e qualche istante dopo si udirono entrare prepotenti lucenti corvi neri. Il cielo era diventato color sangue, i violini smisero di suonare la marcia nuziale per lasciar spazio alla Lacrimosa di Mozart, un gran vento si sollevò contro gli addobbi, le sedie, i cappellini a festa delle signore, ogni cosa e persona venne travolta dalla sua furia. Tra le mani dello sposo restò un groviglio di pungenti rovi.

La sposa si accorse che il suo vestito era diventato color cenere e il suo velo aveva lasciato il candore del bianco ad un profondo viola, allora raccolse lo strascico tra le mani,si tolse i tacchi e si girò verso gli invitati; alcuni giacevano a terra senza vita trafitti dalla pioggia di vetri scatenata dall'arrivo dei corvi, altri invitati erano stati schiacciati dalle panche spezzate,altri ancora correvano come topi impazziti accalcandosi gli uni sugli altri, ma nessuno di loro trovava l'uscita.

L'altare era ridotto un cumulo di macerie, in cima lo sposo, trafitto da un grande crocifisso crollato dalla parete alle spalle dell'altare. Il suo sguardo non era più indecifrabile come pochi minuti prima, era uno sguardo vuoto proteso verso il cielo che dalle vetrate ferite dominava ogni cosa.

Tra le urla, lo sgomento e il caos alla sposa non rimase che correre verso l'uscita, da dove proveniva una gran luce e in quella luce scomparve per sempre.

Testimone del suo passaggio restò solo lo strascico color cenere sui marmi bianchi della chiesa sotto un caldo tramonto.

Dove sarà finita la sposa?

Commenti

0 commenti

Accedi per commentare e dire a chi scrive che cosa ne pensi.

Ancora nessun commento. Inizia tu la conversazione.